CMI: Consideriamo la salute un bene primario ed essenziale e importante per lo sviluppo economico e sociale del paese. Un sistema pubblico sociale e sanitario improntato sulla qualità è possibile e doveroso; lotta agli sprechi e qualità dei servizi non sono termini fra loro incompatibili, ma fattori essenziali, al contempo, di sviluppo di una sanità pubblica moderna e di qualità .
Sono necessarie delle scelte innovative per i sistemi sanitari, razionalizzando la rete ospedaliera, sviluppando l’assistenza territoriale, che costituisce oggi ben più del 50% della spesa sanitaria totale di queste regioni, investendo in nuove tecnologie diagnostiche, informatizzando l’accesso ai servizi. Questo è possibile grazie alle forti relazioni da sviluppare con gli Enti Locali, che debbono accompagnare con fiducia tali processi di trasformazione, che richiedono sia l’adesione convinta degli operatori, sia la partecipazione consapevole delle comunità .
Il processo di innovazione, organizzativo e strutturale dimostra che vi sono tutte le condizioni per garantire universalità , equità e qualità e che il diverso quadro che si riscontra in certe realtà non può essere solo attribuito alla scarsità delle risorse, ma anche, e prevalentemente, a scelte di politica sanitaria orientate da altre priorità e da altri interessi.
I nostri principi e i nostri valori
L’art. 32 della Costituzione recita: “la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività ”.
Il Servizio Sanitario Nazionale definito nella legge 833/78 e confermato dal D.l.vo229/99, garantisce la tutela della persona umana dall’inizio della sua vita alla morte naturale e la promozione della salute di tutti i cittadini secondo principi di universalità , equità e solidarietà .
Efficacia, appropriatezza, accessibilità e continuità dell’assistenza sono le garanzie che il S.S.N. deve assicurare a tutte le persone indipendentemente dalle loro condizioni sociali ed economiche.
Se si vuole garantire la salute come diritto di ogni persona e si considera la salute come bene comune, va innalzata la quota del PIL nazionale destinata alla sanità , che oggi è al di sotto della media europea. Investire nella sanità e nel welfare significa investire nella promozione dell’individuo, nella sua salute, della salute, nello sviluppo sociale ed economico, nel benessere e nella innovazione del paese.
Oggi il Servizio Sanitario Nazionale, in tutte le sue componenti (pubblico, privato e privato sociale) sembra compromesso. È solo all’interno di una opzione centrata sui diritti della persona e sull’analisi dei bisogni, nonchè dei dati epidemiologici in rapporto ai dati demografici e sociali, che si possono orientare e qualificare le risorse, costruire l’offerta di servizi per la promozione della salute, ridurre gli sprechi e le inefficienze e puntare alla responsabilità e alla qualità nella gestione delle risorse umane ed economiche.
La libertà di scelta dei cittadini si può esercitare solo in presenza di un più forte, accessibile e qualificato servizio sanitario nazionale orientato a rispondere, prima di tutto, agli effettivi bisogni di salute.
La professionalità , la responsabilità e l’autonomia di chi opera nel SSN sono condizione e garanzia perché il sistema raggiunga degli obiettivi di salute. Oggi la domanda di salute si presenta sempre più intrecciata a forti bisogni sociali e la risposta non può che essere integrata prima di tutto a livello territoriale, in ambito distrettuale, in stretto rapporto con i Comuni e i Municipi, sollecitando anche tutte le potenzialità dell’associazionismo e del volontariato e coinvolgendo i cittadini e le loro associazioni nelle scelte che riguardano la salute.
In questo contesto va valorizzato il ruolo che le famiglie assolvono nella educazione alla salute e nell’assistenza ai suoi componenti. Per questo va riconosciuto il loro diritto a essere ascoltate, coinvolte e sostenute dal SSN e dalle politiche sociali degli enti locali.
La sanità che vogliamo cura in modo appropriato e si prende cura della persona, la accompagna e la sostiene rispettandone diritti e dignità .
Estratto delle conclusioni della III Conferenza Programmatica del CMI
Eugenio Armando Dondero
Portavoce
Coordinamento Monarchico Italiano
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