Da alcuni anni la questione della sicurezza è diventata centrale nelle preoccupazioni dell’opinione pubblica. Lo spartiacque è rappresentato dagli attentati terroristici dell’11 settembre. Dopo i tragici fatti delle Torri Gemelle il mondo ha cominciato ad interrogarsi sulla sicurezza. Si è trattato di un dibattito spesso viziato da una visione unilaterale del problema che ha subito distorsioni ed è sfociato in un aumento del livello dei conflitti a livello planetario.
l’equivoco di fondo risiede nell’orientamento che si ha sulla questione sicurezza. Troppo spesso, infatti, sicurezza è sinonimo, per i paesi del nord del mondo, di risposta - troppe volte solo in termini militari - a fenomeni come il terrorismo e la grande delinquenza organizzata.
Si tratta di un approccio semplicistico che serve solo ed esclusivamente ad eludere i problemi legati alle grandi insicurezze dovute al degrado economico, sociale e ambientale che affligge buona parte delle persone che vivono sul nostro Pianeta.
l’annuale rapporto "State of the World 2005" sullo stato della Terra, pubblicato dal World Watch Institute (WWI), ribalta questa visione e mette fenomeni come il terrorismo e la criminalità allo stesso livello della povertà , della mancanza d'acqua potabile e delle malattie endemiche.
Si tratta di un approccio che sia gli ambientalisti, sia le organizzazioni internazionali sostengono sin da quando è stato consolidato il concetto di sviluppo sostenibile.
l’approccio alla sostenibilità , infatti, significa collegare tra loro fenomeni diversi scoprendone le interconnessioni ed equilibrando sia pesi, sia misure.
Un mondo squilibrato - sia nella distribuzione delle risorse, sia opportunità di sviluppo e miglioramento della vita - è un mondo per definizione insicuro.
Se non ci si avvia verso la soluzione dei grandi problemi sociali e ambientali del pianeta non sarà possibile alcun tipo di progresso. E l’opzione militare alla soluzione dei problemi legati alla sicurezza non solo non è una soluzione accettabile, ma rappresenta una "non soluzione" che elude i problemi, spostandoli, nella migliore delle ipotesi, sia nel tempo, sia a livello geografico.
"Sono convinto che oggi il mondo si trovi di fronte a tre sfide interconnesse - afferma Mikhail Gorbaciov, Presidente fondatore di Green Cross, nell’introduzione al rapporto del WWI - quella della sicurezza (che comprende i rischi associati alle armi di distruzione di massa e al terrorismo), quella della povertà e del sottosviluppo e quella della sostenibilità ambientale".
In un mondo che è sempre più interconnesso e globalizzato i problemi che affliggono popolazioni lontane e culturalmente diverse da noi "viaggiano" rapidamente e creano squilibri ed insicurezze anche nel mondo industrializzato. Per questo motivo è necessario impegnarsi a 360 gradi anche su progetti che potrebbero sembrare, ad un primo sguardo, lontani dall’approccio classico dell’ambientalismo, come fa Green Cross con il progetto "Legacy" per lo smantellamento delle armi di distruzioni di massa.
Elio Pacilio
Vice Presidente Esecutivo di Green Cross Italia
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