Firenze ha accolto dell’altra fantasiosa teoria attorno ai minori. Se da 5 anni ormai si parla della figura del Garante dell’Infanzia o Garante dei Minori in Italia, a far le somme ci si accorge che le regioni che li hanno nominati sono solo riusciti a spendere tanti soldi per nulla.
Senza dubbio non li hanno spesi in tutela dei minori, perché il garante non svolge nessun ruolo di garanzia effettiva, ma un ruolo di diffusione della cultura dell’infanzia, cioè acqua calda.
I Tribunali per i Minorenni e la Procura della Repubblica presso i Tribunali per i minorenni hanno invece questa specifica ed istituzionale mansione, finalita', ruolo. Sono l0oro a svolgere un reale , concreto ruolo di garanzia tutoria nei confronti degli infra 18 enni.
L’Italia è una nazione che partorisce e crea inutili istituzioni di garanzia con la stessa facilita' con la quale sconfessa ogni tipo di garanzia. Il Garante , per essere tale, dovrebbe avere un ruolo istituzionale che invece non ha, avere un ruolo di controllo che invece non può possedere, e soprattutto disporre della capacita' di sviluppare adeguate strategie e soluzioni legislative da sottoporre al legislatore.
Nessuna di queste aree è afferente alle figure di garanzie made in italy, figuriamoci quella del Garante dell’Infanzia o dei minori , regionale o nazionale che sia.
Sapere poi che al tavolo dei relatori di questo evento fiornetino si è seduto anche l’autore dell’Adozione Mite, il peggior massacro alla legge 184/83 , con la discutile trasformazione sperimentale dell’affido familiare sine die in adozione senza garanzie, permetteva gia' di intuire il basso tenore e livello del convegno del 13 ottobre 2005.
La nascita della nuova figura di Garanzia apre allora interessanti quesiti: si tratta di una poltrona all’italiana in più, scelta per la distribuzione partitica degli incarichi milionari da lottizzare , e nei quali porre non tanto la persona capace o competente (basti infatti osservare il lavoro svolto dai vari Garanti dell’infanzia regionali) ma solo il soggetto appartenente a quell’area e che deve ricevere l’incarico per scelta del partito che lo sponsorizza?
Oppure si tratta di una persona che offre innegabili capacita' personali unite ad una realistica potenzialita' di produrre strumenti innovativi e concretamente risolutivi?
Un incarico di Garante Regionale dell’Infanzia rende a chi lo svolge oggi oltre 90.000 " all’anno (lordi) per non far nulla in pratica.
Vanno poi aggiunti i costi per l’ufficio e la segreteria organizzativa , per altri 150.000 " l’anno circa.
Il Garante Nazionale dei Minori prendera' almeno 5 volte tanto, anche lui non si capisce bene per fare che cosa.
In Europa sono già nove gli Stati che hanno istituito questo ruolo, ma si tratta di nazioni che solitamente utilizzano il sistema meritocratico, e che non hanno Tribunali per i Minorenni specializzati e diffusi come quelli italiani.
In Italia abbiamo ormai tanti Garanti , Commissioni di garanzia e Commissioni d’inchiesta che avremmo dovuto risolvere i maggiori problemi (mafia, droga, evasione, stragi e terrorismo) almeno da 25 anni.
Ma cosi' non è, perché il sistema di scelta degli stessi Garanti non è meritocratico e quindi libero e di qualità , ma solo clientelistico.
Ma soprattutto mai basato sull’effettivo raggiungimento di risultati anche minimi.
E allora mi chiedo: la poltrona di Garante dell’Infanzia , servira' più ai bambini ed alla tutela dell’infanzia o unicamente a quello che siedera' quella poltrona?
Non ho dubbi sulla risposta: mi cruccia solo che per sancire questa scontata risposta, a Firenze il 13 ottobre si siano spesi soldi pubblici.
Alessandro Maria Fucili
Mobile 348.3340603
fonte: www.LoretoBambino.it
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