ROMA: Amanda Sandrelli, Blas Roca Rey, Eleonora Ivone e Simone Colombari in scena al Teatro Sala Umberto di Roma, dal 16 al 30 aprile, per la commedia di Angelo Longoni, "Col piede giusto". Un incidente stradale è l’incipit tragico della nuova storia raccontata da Longoni che, con graffiante comicita', propone una spregiudicata riflessione sulla classe dirigente di oggi. "Col piede giusto" fa del cinismo il suo campo d'indagine principale, affrontando l’argomento con i toni tipici della più corrosiva commedia all’italiana. Una notte di pioggia, un temporale. Una strada provinciale, buia, poco battuta. Un uomo al volante della sua auto. Un altro uomo a piedi che attraversa la strada. Un incidente. Il guidatore dell’auto è terrorizzato e fugge. Ma cosa c'è dietro la fuga dalle proprie responsabilita'? Non sempre si tratta di emarginati, ubriachi, extracomunitari o delinquenti abituati a scappare a causa di una vita vissuta al limite dell’illegalita'. Cosa succede quando a fuggire è una persona per bene? Un esponente dell’elite sociale del paese?
Un uomo che ha tutto dalla vita? Una moglie, dei figli, una posizione elevata, un ruolo politico?
Dalla fuga dopo l’incidente stradale alla fuga dalle responsabilità. La commedia 'Col piede giusto'affronta con le risate un tema caldo, come ìl’impunità' di molti pirati della strada e il vantaggio di nascere ricchi nell’uscire indenni dai processi. "Nell’89 debuttai proprio qui, al Teatro Sala Umberto, con 'Naja', uno spettacolo sui suicidi nelle caserme che vinse il Premio Riccione - ha raccontato oggi in conferenza stampa Angelo Longoni, autore e regista - quell’esordio ha segnato il mio ingresso nel teatro che conta, è stato il mio battesimo di fuoco e da allora in poi ho sempre scelto di trattare argomenti che avessero a che fare con il sociale. Questo autunno al Teatro Lo Spazio ho portato in scena una pièce sulla violenza giovanile 'Bravi ragazzi' e ora ho voluto avvicinarmi alla 'pirateria' stradale. È chiaro che non si tratti di una novità, ma nel 2008 ci sono stati 323 casi in cui l’automobilista che ha provocato l’incidente è fuggito e 93 vittime della strada. Ho tentato di raccontare la fuga di responsabilità diffusa a macchia d'olio in tutti i momenti della vita sociale. Lo vediamo anche ora, con il terremoto in Abruzzo, come tutti fatichino nel tentativo di togliersi le responsabilità. E questo tocca tutti i campi, dalla scuola al vivere civile".
Ad ispirare Longoni fu proprio l’aver vissuto un'esperienza simile. "Io e mia moglie siamo stati coinvolti in un incidente stradale - ha continuato il regista - e mentre noi eravamo a terra l’uomo che ha provocato l’incidente pensava a chiederci di non chiamare i vigili e si preoccupava di non pagare di tasca sua e di non perdere la patente. Tutto questo mentre noi avevamo bisogno urgente di un'ambulanza. La commedia prende avvio da un avvenimento tragico e poi fa vedere come ciascun personaggio cerchi di sfruttarlo per interessi personali. Non c'è un personaggio buono in tutta la storia, dalla vedova in seguito all’incidente, all’avvocato che difende l’automobilista che ha provocato la morte della vittima. Tutti giocano una partita di interessi personali, che hanno a che fare con il denaro, la posizione sociale e i sentimenti: tutto è negoziabile". E, tra le risate, la commedia fa emergere il cinismo. "Ho cercato di trattare la questione attraverso la tipica commedia all’italiana, come quella di Mario Monicelli e Dino Risi - ha proseguito Longoni - chi causa un incidente non è sempre un delinquente, e spesso nascere 'col piede giusto' è indispensabile per uscirne impuniti. Per questo non ho scelto un rumeno ubriaco o un giovane fatto di cocaina. A causare l’incidente è un politico, e la casta fa muro per proteggerlo: lo fa passare indenne dal setaccio della giustizia. La gestione dell’incidente riflette le regole della società italiana". Interpreti della pièce sono Amanda Sandrelli, nei panni della vedova dell’uomo ucciso dal pirata della strada, Blas Roca Rey, avvocato difensore del 'pirata', Eleonora Ivone, moglie del neo eletto deputato che ha provocato l’incidente e Simone Colombari, l’uomo fuggito dalle sue responsabilità. "Questo spettacolo, che utilizza l’incidente stradale come spunto, è secondo me molto importante - ha spiegato Ignazio Cianfanelli, rappresentante dell’Associazione vittime della strada - mio figlio è morto nel '99 in un incidente stradale, quando mi chiamano in televisione mi danno due minuti per far piangere raccontando la mia testimonianza. Ma questo non è quello di cui c'è bisogno: lo spettacolo riesce a far ridere e riflettere, la sua forza sta in questo". Lo spettacolo rende evidente che il fenomeno di fuga dalle responsabilità è diffusissimo. "Trovare una presa di responsabilità da Istituzioni e da chi causa un incidente in Italia è difficilissimo - ha commentato Amanda Sanrelli - e il restare impuniti invita alla fuga. Io non dico che ci debba essere una pena immensa, non si deve trattare di una vendetta, ma del rispetto della giustizia. C'è una battuta nello spettacolo in cui io dico 'Quando io denuncio qualcuno, questo va in galera giusto?' e l’avvocato, ridendo, mi risponde 'Ma, signora, siamo in Italia!' e il pubblico, nelle quattro repliche che abbiamo fatto, è scoppiato in una risata. Noi ci stiamo rassegnando al fatto che le regole non vengono rispettate". Anche il titolo ha un significato preciso. "'Col piede giusto' fa capire quanto sia importante in Italia nascere e crescere in una famiglia che abbia il potere - ha aggiunto la Sandrelli - in questo caso, nascere ricchi significa partire con il piede giusto. Anche se nemmeno la vedova, che io interpreto e che viene da un livello sociale basso ed è una 'coatta' romana, è un personaggio positivo. Il suo bisogno di soldi rende più accettabile un comportamento poco virtuoso. La mancanza di responsabilità e di etica non fa parte di una classe sociale: questa è l’unica cosa negativa che unisce tutti".
E sulla sua scia si è inserito il marito Blas Roca Rey: "Il nostro è il Paese in cui è più difficile evincersi dal proprio status sociale. Un figlio di un operaio non avrà mai le stesse opportunità del figlio di un senatore"