E’ noto che Pier Paolo Pasolini è stato poeta, romanziere, regista e polemista, ma è molto meno noto che il suo vero esordio fu come autore di teatro. Oltre alle sei “tragedie borghesi”, composte a partire dalla seconda metà degli anni Sessanta, l’autore de Le Ceneri di Gramsci, nel corso della sua vita, scrisse diverse altre opere teatrali (per lo più ancora inedite o poco note), soprattutto negli anni Quaranta “friulani”. Salvo nuove acquisizioni di scritti giovanili ancora più precoci, si può infatti affermare che il primo testo che Pasolini a soli sedici anni abbia deciso di rendere pubblico sia stato proprio un dramma, La sua gloria. Proprio da quest’opera prende le mosse La diversità a teatro. I drammi giovanili di Pasolini di Jole Silvia Imbornone, undicesimo volume della collana “Officina” diretta da Daniele Maria Pegorari, da poco pubblicato da Stilo Editrice. La ricerca è la prima dedicata con cura esclusiva al primo teatro pasoliniano: dalle ambizioni letterarie e dalle sperimentazioni linguistiche di quella pièce liceale si passa alle originali rielaborazioni del mito nell’Edipo all’alba, velata ma audace prima manifestazione drammaturgica del desiderio omosessuale in Pasolini. Ci si concentra poi dettagliatamente sulla stesura del suo unico dramma in friulano, I Turcs tal Friul (con il vano martirio del giovane ’scandaloso’ protagonista), presentandone ed analizzandone i vari allestimenti scenici, da quello di Rodolfo Castiglione con musiche di Luigi Nono alla regia di Elio De Capitani con colonna sonora di Giovanna Marini, fino alla rilettura esclusivamente musicale di Luigi Maieron. Infine la monografia si sofferma sulla prima opera teatrale pasoliniana che ammetta un personaggio con connotati autenticamente paterni, La poesia o la gioia, ricca di echi del maledettismo francese.
Jole Silvia Imbornone (1980), dottoressa di ricerca in Italianistica, critico musicale ed insegnante, è autrice di diversi studi su Pasolini e Moravia, tra cui La genesi dei Turcs tal Friul, ?«Studi pasoliniani?», 4, anno IV, 2010, Appunti per una linea Gide-Pasolini: il mito come archetipo, ?«incroci?», 20, luglio-dicembre 2009, Nel 46!: Pasolini e il dramma della diversità , ?«Studi pasoliniani?», 1, anno I, 2007, Noia e furore a teatro: la Beatrice Cenci di Moravia, ?«Letteratura e società ?», 23, anno VIII, n. 2, maggio-luglio 2006 e La regressione nel Mistero e la dialettica Padre-Figlio: Affabulazione di Pasolini, in Atti del X Congresso annuale dell’Associazione degli Italianisti italiani La letteratura italiana a Congresso: bilanci e prospettive del decennale (1996-2006), a cura di Raffaele Cavalluzzi, Wanda De Nunzio, Grazia Distaso, Pasquale Guaragnella, Pensa, Bari, 2008, tomo III.
Dal 2005, sotto la guida di Pasquale Voza e Lea Durante, svolge attività di ricerca presso la Facoltà di Lettere e Filosofia di Bari e il Centro di ricerca interuniversitario per gli studi gramsciani; è inoltre nel direttivo dell’International Gramsci Society - Italia ed ha scritto più di 30 lemmi del Dizionario gramsciano 1926-1937, a cura G. Liguori e P. Voza, Carocci, Roma 2009 (menzione speciale per la saggistica al Premio Città di Bari 2010). Svolge attività giornalistica nel campo della critica e dell’informazione musicale dal 2005 e in quello dell’organizzazione e promozione di eventi come ufficio stampa dal 2007; collabora con diverse riviste online (L’Isola della musica italiana, Mescalina, Musicalnews, Pool Magazine, Sound-check.it) ed ha partecipato al Dizionario completo della canzone italiana " Cantanti, autori, gruppi e produttori, a cura di Enrico Deregibus, Giunti, Firenze, 2006. E’ nella giuria nazionale delle Targhe Tenco dal 2006.
Il volume sul sito della casa editrice:
http://www.stiloeditrice.it/sito/index.php?option=...
Il libro è disponibile o è ordinabile in tutte le librerie ed è acquistabile nei principali bookstore online.
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