Le proposte dello studio del WWF “Alpi e turismo: trovare il punto di equilibrio”
WWF, Le Alpi italiane stanno perdendo il loro classico appeal. Sempre meno neve con precipitazioni diminuite negli ultimi 30 anni di quasi il 20%, per attirare il turismo si ricorre sempre più all’innevamento artificiale.
Ma quanto costa rifare il look alle cime italiane? Lo rivela il WWF in uno studio dal titolo “Alpi e turismo: trovare il punto di equilibrio”, in cui per la prima volta viene fatta un’analisi integrata dello status delle nostre montagne. Nel dossier si evidenziano dati interessanti: il 60% delle piste italiane è “rifatta”, per ogni ettaro di pista innevata si spendono in un anno 136.000 euro, quindi gli impianti di innevamento presenti nell’intero arco alpino hanno comportato un investimento superiore ai 3 miliardi di euro l’anno.
Il documento del WWF ha anche analizzato il riscontro in termini di turismo: in Italia la situazione è complessa e variegata si registra un decremento nelle stazioni di media e bassa quota, mentre Trentino e Alto Adige presentano una crescita delle presenze invernali, nelle ultime 5-6 stagioni, con tassi medi annui attorno al 3-3,5%. Nello studio del WWF emerge come sia cambiata la figura del turista che sceglie la settimana bianca per le sue vacanze invernali: lo sciatore puro è una razza in via di estinzione. Ben il 48% dei turisti invernali sono “non sciatori” vanno in montagna per fare altre attività sportive, ricreative e per ritrovare il contatto con la natura. La classe emergente dei non sciatori risulta essere leggermente formata da persone più anziane rispetto agli sciatori (il 37% ha più di 44 anni contro il 22% degli sciatori), prevalentemente di sesso femminile (65% contro 35% uomini) e di profilo socio-economico medio-alto.
“Il 12% del turismo mondiale si riversa " spiega Fulco Pratesi, Presidente WWF Italia - ogni anno nell’Ecoregione Alpi, che ospita uno dei più vasti patrimoni di diversità biologica in Europa, con ben 30.000 specie animali e 13.000 vegetali. L’attuale modello di turismo invernale basato fondamentalmente sullo sci deve essere rivisto: il futuro socio economico delle comunità alpine passa principalmente attraverso la tutela e la valorizzazione dell’ambiente e del territorio”.
Il WWF Italia nel rapporto “Alpi e turismo: trovare il punto di equilibrio” propone una serie di azioni:
Recepimento e applicazione del Protocollo Turismo nella legislazione nazionale e regionale con particolar riferimento agli ingenti consumi d’acqua per l’innevamento artificiale Riconversione delle attività turistica per gli attuali impianti sciistici al di sotto dei 1300 metri e favorire una graduale politica che coinvolga direttamente gli attuali operatori per la ricerca di soluzioni economicamente ed ecologicamente sostenibili.
Escludere categoricamente nuovi impianti sciistici al di sotto dei 1300 metri perché l’attività risulta antieconomica e antiecologica a causa dei rilevanti investimenti finanziari e degli insostenibili impatti ambientali (consumo d’acqua, energetico per alimentare i cannoni da neve, trasformazioni ambientali, dissesto idrogeologico) di cui avrebbe bisogno.
Costituzione di una banca dati nivo-meteorologici almeno a livello di bacino idrografico, per garantire un’efficace capacità di pianificazione e di promozione del turismo alpino
Redazione di piani di sviluppo turistico regionali o provinciali partecipati..
GUARDA IL RAPPORTO:
http://rubriche.ladysilvia.it/?page=/topics/artico...
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