Milano: ’Che a imbrattare i muri di Milano ci fosse pure un 50enne la dice lunga. E che in quell’anno fossero apparse anche scritte ingiuriose e scarabocchi persino sulla Torre del Filarete del Castello Sforzesco e sul muro del Museo Diocesano è ancora più emblematico di uno scempio portato avanti da centri sociali e dintorni che deve finire. Che il giudice di pace abbia ammesso il Comune parte civile è solo il primo step. Perché il principio è chi rompe paga. E l’obiettivo è quello portare alla condanna dei responsabili, cui il Comune chiederà anche 7000 euro di risarcimento per danni materiali e all’immagine’. Lo comunica il vice Sindaco e assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato in merito al processo che vede imputati tre italiani all’epoca del fatto di 50, 22 e 23 anni per scritte (tra queste, ’Terrorista è chi sgombera, sfrutta e sfrattà, ’Più case meno sbirri’, ’Più case meno chiese’) apparse su due edifici comunali e uno privato di in via De Amicis durante il corteo May day parade del primo maggio 2008. La prossima udienza con le probabili conclusioni si terrà il 24 novembre 2010. In aula il Comune era difeso dall’avvocato Salvatore Pezzulo.
’Da almeno un decennio ’ spiega De Corato - va avanti il solito rito del primo maggio condito da imbrattamenti e danneggiamenti. I cahier de doleance sono lunghissimi. Le vetrine imbrattate, i manifesti e i vandalismi di ogni genere, nel 2003. Nel 2004, danneggiamenti di telecamere e banche e perfino una vigilessa aggredita. Nel 2005, tra le solite scritte, è spuntata la vergognosa ’10, 100, 1000 Nassiryie’ apparsa a caratteri cubitali su un palazzo di via Lanza. Il 2006, prima dei fischi e degli insulti del 1° maggio, c’erano state le devastazioni dell’11 marzo in corso Buenos Aires: feriti una decina di agenti delle Forze dell’ordine, 450 mila euro di danni, 24 auto incendiate o danneggiate, vetrine di negozi e banche distrutte. Nel 2007 appelli all’insurrezione, minacce di reazioni contro gli sgomberi apparse su tutto il percorso del corteo. Nel 2008 la ’chicca’ dell’imbrattamento del Castello. Per l’edizione 2009 ben 33 operatori dell’Amsa dovettero rimuovere 8 tonnellate di rifiuti impiegando 220 ore di lavoro. E lo scempio fu segnato da uno sciame di scritte su vetrine, muri, finanche su un’auto della Polizia Locale. Che si è ripetuto quest’anno quando sono state necessarie 300 ore di lavoro ai 40 operatori Amsa per restituire il decoro alle aree di passaggio del corteo. E a voler fare una stima, tra costi di pulizia, l’impiego degli agenti e dei mezzi della Polizia Locale e i danni materiali e all’immagine della città, lo ’scherzetto’ è costato ai milanesi almeno 50.000 euro.’
’Da quando è stato istituito il Nucleo Tutela Decoro Urbano ’ sottolinea De Corato ’sono scattate 70 denunce a carico di writer, 130 multe in base all’ordinanza vigente, 5 processi sono stati chiusi con la condanna dei responsabili e il risarcimento al Comune, che è parte civile in altri 5 procedimenti penali’.
foto di repertorio
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