Milano - Sono 175 gli alloggi recuperati in diversi quartieri della città, con un investimento totalmente privato, da parte delle associazioni del Terzo settore, di circa 3 milioni di euro. Sono gli appartamenti di proprietà comunale che si trovano nei cosiddetti condomini misti, stabili in cui coesistono case private e di edilizia pubblica, prima inutilizzati ed ora invece ristrutturati e affittati a prezzo calmierato (ad un massimo di 65 euro/mq annui). Un’operazione partita esattamente due anni fa, nell’estate 2016.
Si tratta di un modello sperimentale di gestione messo a punto dalla Direzione Casa, che passa attraverso l’indizione di bandi pubblici, ognuno dei quali dedicato ad un piccolo numero di alloggi, ordinati per quartieri omogenei, in modo da dare l’opportunità di partecipare anche alle piccole e medie cooperative, organizzazioni, associazioni e fondazioni, che spesso sono anche quelle più vicine al territorio e ai suoi abitanti.
Fino a questo momento sono state lanciate sei gare: l’ultima ha coinvolto 32 alloggi più un negozio al piano terra nel quartiere Barona-Famagosta e prima, andando a ritroso, sono stati messi a bando 13 appartamenti al Vigentino, 18 in zona #Mecenate-Ungheria, altri 18 in zona #Turro, 38 al #Giambellino-Lorenteggio e, per la prima edizione datata estate 2016, 55 nel quartiere #Niguarda.
Adesso ci vivono persone che altrimenti non avrebbero casa, in genere sfrattate da appartamenti affittati sul mercato privato. Cittadini che si trovano, dal punto di vista reddituale, in quella zona grigia che non permette di accedere alle graduatorie Erp ma nemmeno al mercato privato, in città molto spesso troppo oneroso.
I bandi sono sempre rivolti a realtà del privato sociale e ad altri operatori del settore accreditati, disponibili a sperimentare nuovi modelli gestionali del patrimonio residenziale, che prevedano innanzitutto l’intervento di ristrutturazione o manutenzione straordinaria degli alloggi, e in seguito la loro assegnazione a famiglie in dichiarata difficoltà, con attenzione anche alle attività di accompagnamento sociale dei nuclei ospitati.
Vincitori dei bandi finora sono risultati Fondazione San Carlo, Abitare Sociale Metropolitano, Spazio aperto servizi, Fondazione Progetto Arca: hanno ricevuto gli alloggi in concessione d’uso per un massimo di 20 anni, sono obbligati a riqualificarli e infine ad affittarli a nuclei familiari in difficoltà abitativa.
È una delle modalità che il Comune ha avviato per ridare fiato al rilancio e al potenziamento dell’affitto in città, puntando ad articolare l’offerta sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo. "La questione abitativa – spiega l’assessore alla Casa e ai Lavori pubblici Gabriele Rabaiotti – chiede che le Amministrazioni, in particolare nelle grandi città, lavorino su più fronti: la manutenzione del prezioso patrimonio di case popolari che spesso è stato trascurato, la sperimentazione di modelli che aumentino le case in affitto a canoni accessibili, il coinvolgimento di operatori privati nella realizzazione di piccoli interventi di edilizia popolare ad integrazione di progetti di sviluppo immobiliare rivolti al libero mercato e l’efficientamento energetico dei quartieri popolari. Solo così riusciremo a dare risposte a chi ha bisogno di casa".
Sono ancora disponibili una cinquantina di alloggi analoghi in condomini misti tra i quartieri di Baggio, Gallaratese e Chiesa Rossa: verranno messi a bando a partire dal prossimo autunno.
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