Finisce Luglio, cominciano le vacanze”¦
e mentre mettiamo in una valigia tutto alla rinfusa portiamo con noi un anno di immagini e di avvenimenti”¦ i colori della bandiera italiana e la gioia per i Mondiali, la paura per una guerra che sembra lontana e che invece è bagnata dal nostro stesso mare.. e così, quella valigia, in cui niente è importante ma tutto lo è ed accade senza ordine e senza apparenti connessioni, diventa scatola di emozioni”¦
Viene da chiedersi”¦ a cosa serve portare con noi questo che nulla ha a che fare con la vacanza in arrivo? Eppure un filo d’unione sembra esserci, è il nostro desiderio di felicità
Il viaggio è da sempre sinonimo di libertà . A volte è un abbandonare la melanconia e l’ansia che si amplificano dagli eventi quotidiani”¦o scoprire nuovi mondi e paradisi tropicali”¦ viaggio può essere anche un andare senza meta alla ricerca di piccoli tesori da scoprire”¦
La società impone la felicità come imperativo esistenziale ed allora quando saremo lontani ci scopriremo diversi saremo felici, sorrideremo, tutto sembrerà nuovo e meraviglioso.. persino le persone accanto saranno migliori..Non ci saranno titoli di giornali, telefoni che squillano, confusione, traffico.. non cisaranno le grida silenziose di chi soffre di fame”¦ ascolteremo quel grido interiore che spinge ad essere liberi e migliori tra lo stupore per la bellezza e la gioia dell’avventura..
Sì, la felicità esiste, non perché se ne possiede il concetto, ma perché talvolta ne sperimentiamo la condizione. .. e non credo possa essere dimenticata dopo che è stata vissuta”¦ e se è vero che può essere perduta come condizione, essa non sarà mai cancellata come esperienza”¦ed è in questo desiderio di ricrearsi che essa diviene espressione di vita”¦
Ecco allora il senso della valigia.. delle immagini che portiamo dentro e delle nostre emozioni”¦
Non si costriusce la felicità in un paese lontano o nel viaggio di pochi giorni”¦
La vera felicità sta anche nel custodire quello che siamo..
Forse dovremmo accettarlo per favorire ed apprezzare le pieghe della quotidianità .. ascoltando quello che ci circonda ed essendo grati una volta tanto per quello che abbiamo”¦ ed allora.. quando aprirai quella valigia e mi ritroverai nel confondersi di sensazioni mai abbastanza vicine... scoprirai di essere sempre stato libero”¦
sentirai che quella vacanza trova il suo senso nell’esistere della quotidianità e che la felicità vera sta nel saperla trattenere quando la vorresti afferrare”¦ e quando le foglie e i colori caldi porteranno il dolce sapore di nuova stagione ti accorgerai che la vera vacanza, quella più bella, quella più desiderata.. non è una valigia da riempire”¦ ma il bacio o la carezza da ritrovare nelle notti di stelle del nostro tornare”¦
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