Rio Avella

Le alte vette
imperturbabili ed eterne
guardano immote
la caducità dell’uomo...
Il mistero della montagna
sempre mi respinge,
come un estraneo.
Sull’erta finale,
alla Madonna delle Sorgenti,
ho letto:“Bibe,viator“.
Ho eseguito docile l’imperativo
per poi ripartire,
tornare verso il basso,
verso l’umanità,
verso il posto che mi spetta...
Il sirèneo richiamo delle acque
sciabordanti nel fondovalle
mi induce ad immergermi...
Cristalline scivolano via,
come l’anima del luogo.
Avella crudele e patrigno,
non potrò penetrare
il tuo arcano segreto.


ROSARIO TISO

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