Ritrovati i resti dello Zar Ivan VI Romanov

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Italia: Carlo Bindolini - Ogni tanto si apprendono notizie nuove sul ritrovamento delle spoglie mortali di Zar della Dinastia dei Romanov in Russia. Questa volta è il turno di quelli dello Zar Ivan VI che fu Zar di Russia solo per un anno dal 1740 al 1741 ed ebbe un’esistenza travagliata. Figlio del Principe Antonio Ulrico di Brunswick-Wolfenbuttel e della Principessa Elisabetta di Meclemburgo, venne adottato dalla prozia, la Zarina Anna I di Russia, quando aveva appena otto settimane e dichiarato suo successore il 5 ottobre 1740. Alla morte di Anna, il 28 ottobre di quello stesso anno, il piccolo Ivan venne proclamato imperatore e nei giorni successivi Ernesto Giovanni Biron, Duca di Curlandia, ne divenne il reggente. Alla caduta di Biron la reggenza passò alla madre dello Zar fanciullo, che affidò le redini del governo ad Andrei Osterman, Vice Cancelliere dell’Impero. Tredici mesi dopo, il 6 dicembre 1741, con un colpo di Stato, la Zarina Elisabetta, figlia dello Zar Pietro il Grande, venne proclamata Zarina di Russia ed il piccolo Ivan con la sua famiglia vennero imprigionati in una fortezza della Lettonia. Nel giugno del 1744 il piccolo Ivan venne trasferito a Kolmogory, località sul Mar Bianco, dove rimase per dodici anni isolato dalla famiglia. Sembra che sia stato poi trasferito segretamente nella fortezza di Schlusselburg, nel 1756. Con l’ascesa al trono di Caterina II il giovane Zar fu rinchiuso per un periodo anche nella fortezza di Keksholm, dove sembra che la stessa Zarina, spinta dalla curiosità , un giorno si sia recata a fargli visita. Al cospetto di Caterina comparve un giovane di circa ventidue anni, scalzo con indosso una lurida divisa da marinaio che ignorava che sua madre fosse morta da sedici anni e che suo padre giacesse rinchiuso in un’altra fortezza, che balbettava perché quella continua vita di clausura, senza contatti con nessuno, gli aveva atrofizzato l’intelligenza. Ivan VI venne poi trasferito nella fortezza di Schlusselburg dove era conosciuto come “detenuto n.1”. Al comandante della fortezza erano stati impartiti precisi ordini in base ai quali Ivan sarebbe stato ucciso in caso si fosse verificato un qualsiasi tentativo di farlo evadere. È quanto avvenne il 5 luglio 1764, quando Basilio Mirovic, dopo avere sopraffatto le guardie ed arrestato lo stesso comandante della fortezza, Berednikov, riuscì a penetrare nella cella dove Ivan VI era rinchiuso, ma le due guardie personali del prigioniero, fedeli alla consegna impartita da Caterina II di non consegnarlo vivo per nessun motivo, lo uccisero proditoriamente. Al Mirovic non rimase che fare deporre la salma dello Zar su un letto e trasportarla nel cortile della prigione per rendergli gli onori militari. È di questi giorni la notizia che scienziati russi hanno ritrovato i suoi resti nel villaggio di Kholmorogy, nel nord della regione di Arkhangelsk. Nel corso delle ricerche avviate per ritrovare i resti del padre di Ivan IV è stato rinvenuto presso una chiesa uno strano feretro in legno spesso, ma i resti contenuti sono di “una persona molto più giovane”, la cui età corrisponde a quella dello Zar Ivan IV, oltre al fatto che lo scheletro presenta il segno distintivo di un foro alla scapola sinistra causato da un colpo di spada. Il capo della spedizione scientifico-archeologica, Anatoly Karanin ha affermato che i resti sono autentici con un grado di probabilità estremamente alto. Ivan VI era l’ultimo dei Romanov il cui luogo di sepoltura era fino ad oggi rimasto sconosciuto.