FIAT 2000, come resuscitare un carro armato nel centenario della nascita

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FIAT 2000 sembrerebbe il nome di un’auto rampante degli anni 60, pronta a competere sulle piste d’asfalto con le mitiche 500, 600 e 850 ma in realtà si tratta di un veicolo corazzato le cui linee sembrano uscite da un libro di Jules Verne o da un fumetto di Flash Gordon. Questo pionieristico carro armato, precursore della meccanizzazione del Regio Esercito Italiano, usciva dalla FIAT esattamente cento anni fa, in ritardo d’un anno rispetto alla guerra per la quale era stato disegnato, ormai già finita. I primissimi carri armati erano entrati nel patrimonio tecnologico, in quella che all’epoca si chiamava la “Grande Guerra”’ rigorosamente maiuscolo, solo da qualche anno, un’invenzione inglese che debuttò in Francia col Mark I, entrato in servizio ufficialmente nell’agosto 1916 e utilizzato sul campo di battaglia di #Flers-Courcelette il 15 settembre dello stesso anno; francesi e tedeschi ebbero una risposta tecnologica pronta e loro corazzati cingolati di vario tipo apparvero sul campo di battaglia in breve tempo, mentre il mezzo della FIAT giunse, come già accennato, a guerra finita ed ebbe il suo uso sul campo di battaglia solo qualche anno dopo nella colonia libica per sedare i “ribelli”, dove bastò la sua presenza, assieme a una manciata di nuovi corazzati dell’epoca, per far fuggire i beduini a più non posso.

Del corazzato, prodotto solo in due esemplari con lievi differenze tra loro, oggi non rimane assolutamente nulla se non un modello in scala originale dell’epoca che, sembrerà starno, è uno degli elementi che permettono oggi di capire alcuni dettagli di come effettivamente fosse quest’antico carro armato, perché oggi ne rimangono solo fotografie, non i progetti e neppure un bullone. Il destino di quei due mezzi non è chiaro, il tempo e gl’eventi bellici successivi, ne hanno in parte cancellato una dettagliata memoria storiografica, quindi al gruppo di appassionati, coordinati dalla sezione fiorentina dell'Associazione Nazionale Carristi d'Italia, che hanno deciso di costruirne una replica esatta e funzionante per onorare il primo carro armato italiano, non è rimasto che seguire un processo inverso al solito, ovvero invece di seguire un disegno per realizzare un oggetto, sono dovuti partire dalla percezione e dai pochi dati disponibili per creare un disegno, per poi riprodurre l’oggetto stesso nel modo più fedele possibile all’originale. Questa simpatica e soprattutto lodevole iniziativa senza fini di lucro che tenta di colmare una delle tante, troppe in vero, falle nella preservazione del nostro patrimonio tecnologico militare, è assolutamente volontaria e ogni elemento che come un pezzo di un puzzle va a ricostruire quel primordiale carro del Regio Esercito, è frutto di donazione.

Una volta completato, il corazzato verrà definitivamente esposta al Museo delle Forze Armate 1914-1945 in Montecchio Maggiore (VI) e sarà gratuitamente e permanentemente accessibile al pubblico.

L'ingresso al museo é gratuito.

Il costo totale stimato dell'operazione, si aggira su 115.000 euro e coloro che volessero contribuire a questa realizzazione possono fare un versamento "piccolo a piacere" su: conto corrente IBAN IT 48 J 08673 02802 032000322230 (codice BIC CCRTIT2TCHB) - CHIANTI BANCA CREDITO COOPERATIVO intestato a ASSOCIAZIONE NAZIONALE CARRISTI D’ITALIA – SEZIONE DI FIRENZE Via Giovanni Paisiello 166 - 50144 FIRENZE causale “NOME COGNOME, CODICE FISCALE, CONTRIBUTO PROGETTO RICOSTRUZIONE REPLICA CARRO PESANTE FIAT 2000”.

Matteo Cornelius Sullivan

Oltre alla pagina Facebook, sono disponibili i siti web delle tre associazioni no profit coinvolte nel progetto:

www.fiat2000.it
www.assocarri.it
www.museostorico.com
www.spa-militare.com