Sulla falsificazione di foto a colori della seconda guerra mondiale

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Come ho svelato nel mio libro “Ali a colori”, edito con youcanprint nel 2021, frutto di una ricerca durata circa un decennio, in passato, e specialmente negli anni '70-'90, furono pubblicati alcuni libri di aeronautica, contenenti foto a colori che in verità erano fotografie colorate. Non è semplice distinguere le foto colorate in passato, si intende prima che esistessero programmi per colorare foto col computer, ci vuole un occhio molto allenato, oppure un buon uso di programmi del computer. Ma prima di capire come distinguere le foto colorate, facciamo alcuni passi storici nel tema, difatti gl’artisti della fine del XIX secolo, che vedevano le proprie commissioni ritrattistiche diminuire sensibilmente per via della sempre maggior popolarità del ritratto fotografico, si trasformarono essi stessi in fotografi, col vantaggio di essere in grado di dipingere le fotografie, creando immagini che quindi risultano simili alle successive auochrome, le primissime foto a colori, e alle foto a colori che ebbero il proprio boom negli anni ’40 e ’50 del secolo scorso. Una delle tecniche usate da chi, come appunto certi autori o da chi gli forniva le foto “a colori”, era quella di sviluppare una foto in grande o molto grande dimensione, la si dipingerva, per poi rifotografarla, per così ottenere una foto che sembra a colori. Sia ben chiaro che lo svelare una tecnica, non è un manuale di istruzioni per falsificatori e dementi ed è un crimine contro la storia spacciare una foto colorata per una a colori; comunque sia questa è stata con ogni probabilità la tecnica usata da quegli autori furbetti che spacciavano foto colorate per foto a colori della seconda guerra mondiale; Ma perché lo facevano? Semplicemente perché l’Italia degli anni ’30 e ’40 era ancora un Paese relativamente povero, quando confrontato con altri Paesi, e questo aveva un riflesso anche sulla fotografia, difatti in Germania e negli USA, per esempio, la fotografia a colori era molto più diffusa, mentre in Italia era estremamente rara, difatti molte delle foto a colori che riguardano l’Italia e gl’italiani vennero scattate da stranieri, solo che nei decenni successivi uscivano libri contenenti foto a colori inglesi, tedesche o americane ma quasi mai italiane, che appunto erano rarissime. Oggi il computer ci permette con vari programmi, di aprire le foto fino a dimensioni un tempo impensabili, e questo ci permette di vedere dettagli infinitesimali e quindi anche dove il pennello del furbetto del passato sbordava e magari ci proponeva delle facce umane in lontananza dipinte di verde; certo l’occhio non le percepisce nel formato in cui venivano proposte ma l’ingrandimento non perdona. È inteso che di fotografie colorate ce ne sono sempre state, usate molto spesso dalla stampa dell’epoca ma se queste sono comunemente accettate come storiche, quelle non coeve al periodo interessato dall’evento fotografato, sono una vera e propria falsificazione, esattamente come quelle colorate col computer tanto di moda oggi. Fotografia e pittura sono spesso andate di pari passo, difatti molti pittori hanno usato la fotografia nella propria pittura e una tecnica usata era ed è quella di proiettare una foto tramite una diapositiva su una tela, per poi colorare l’immagine proiettata con pittura; il risultato è eccezionale e il pubblico, credendo di trovarsi di fronte a un grande artista, un genio leonardesco ed è sbalordito ma è sbalordito solo perché ignorante del trucchetto che in verità porta il pittore al livello dei bambini dell’asilo che colorano gli spazietti divisi per colori all’interno di una figura stampata su un foglio. Ovviamente un vero artista non usa questi trucchetti ed è in grado di dipingere usando le tecniche tradizionali. Tornando al mio libro “Ali a colori”, che include le foto reperibili di tutti gli aerei del periodo interessato e non solo i più noti, va da se che non include fototruffe e, pur includendone in bianco e nero e qualcuna colorata d’epoca è in assoluto la più grande raccolta di foto a colori d’aeronautica italiana della seconda guerra mondiale mai pubblicata.

Matteo Cornelius Sullivan