I “Krugisti“ sono una setta di “elitari“ che bevono escusivamente Krug.
Amano navigare nel “mare magnum“ dello champagne alla scoperta delle infinite sfaccettature della bevanda spumeggiante più famosa del mondo...ma ,ancor di più,adorano tornare al porto sicuro dell’irripetibile e “unico“ stile della “maison“ Krug.
Anche noi....Rosario Tiso,Antonio Lioce,Enzo Di Leo,Fabio Guzzo...ci uniamo umilmente a questa schiera.
Nello scenario consueto del wine-bar Cairoli di Foggia,l’oggetto del desiderio ha preso forma nell’annata 1998,ultimo millesimo del decennio novanta.
Dal classico uvaggio chardonnay-pinot noir-pinot meunier,promette la solita impressionante performance per struttura,ricchezza,finezza,eleganza.
Ma...ed è un’ulteriore “coup de theatre“..non è da solo.
A completare la serata un prodotto tipicamente italiano:il Moscato di Saracena 2007 delle “Cantine Viola“.
Il Moscato è veramente un vitigno nazionale italiano.Ovunque alligni,si esprime ai massimi livelli espressivi del terroir che lo ospita.
Quello di Saracena è una sorta di miracolo nel campo del recupero ampelografico.In realtà non solo il Moscato concorre nel realizzarlo.Per tradizione alcune quote di guarnaccia,malvasia,odoacra fanno capolino nell’uvaggio.Ma la particolarità maggiore è nel mix di due mosti.Al mosto “normale“ si aggiunge quello ricavato da acini appassiti e pigiati a mano in maniera estremamente soffice...
A far da apripista e ad ammostare la cavità orale una bollicina per nulla banale:Il “Satèn“ sboccatuta 2009 del “Barone Pizzini“,la tipologia che meglio rappresenta l’anima franciacortina in un puro chardonnay.
Poi...la recita di una pagana giaculatoria per predisporre gli animi...e si procede all’apertura del Krug 1998.Con questa annata assistiamo all’ennesima rappresentazione di un mito.
L’osservazione del liquido brillante che lentamente scorre nel bicchiere fa presagire sicure piacevolezze:la carica cromatica,per intensità e tonalità,richiama i migliori millesimi.Un perlage finissimo disegna un ricamo verticale verso la volta del disco vinoso.In bocca abbiamo ritrovato...poi...la medesima energia ascensionale nel riverbero carbonico che lambiva e solleticava la volta palatale.
Il colore è autentico oro zecchino della massima caratura.
Al naso si è quasi storditi dalla complessità e profondità degli spunti olfattivi,un effluvio odoroso poliedrico dove freschezza e maturità giocano a prendere la testa del gruppo di profumi che si levano maestosamente dal calice.
I profumi sono famiglie che si ergono dal bicchiere e si issano fino alle narici proponendo essenze di fiori,frutta esotica,dolci da forno,remote speziature.
Ogni scossa è un rimescolamento del bouquet con nuove e seducenti combinazioni.
Ma è la bocca stavolta ad entusiasmare:semplicemente sontuosa,untuosa,saturizzante le potenzialità analitiche dei recettori gustativi.
Può un vino-spumante essere consistente come e più di un vino fermo?
Solo Krug è capace di questo,in forza di una sapienza enologica di trasformazione imperfettibile.
Una natura pirandelliana prima serve la freschezza briosa di un raffinato vino-spumante;poi vira su note opulente da vino bianco di grande struttura.
Infine invade il campo dei distillati da sigaro:dopo due ore il Krug può assumere le note di un brandy o di un Cognac.
E’ l’inimitabile profilo evolutivo e gustativo del Krug.
Da qui all’oleosa consistenza del Moscato di Saracena il passo è celeste.
Siamo in presenza di un compendio della mediterraneità,dove nell’esotismo delle fragranze e nella vividezza dei colori confluiscono umori,culture,genti figlie della solarità.
Greci,arabi e fenici detengono la paternità dei segreti della terra calabra.
Genti italiche scaturite da quell’inesauribile crogiuolo hanno saputo arricchire e trasformare pratiche enologiche che si perdono nella notte dei tempi.
I risultati sono di assoluta eccellenza.
La succulenza del Moscato di Saracena è da brividi e la sua persistenza pressoché infinita.
Parlare dei cibi,a questo punto,potrebbe suonare come un delitto di lesa maestà.
Ma anche su questo fronte non abbiamo sbagliato nulla.
Polpettine di baccalà ad accompagnare il “sàten“,immacolato trancio di salmone affumicato e mortadella d’oca per il Krug e frutta secca ricoperta di ottimo cioccolato per la chiusa con il Moscato.
Difficilmente,in futuro,si potrà fare meglio...
ROSARIO TISO
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