Due amori (Amarcord veneziano....)

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Il locale è di quelli un pò strambi ma frequentato da giovani veneziani pieni di vita e perciò estremamente piacevole. Al “Vecio Penasa“ sembra non esserci alcuna nota dominante:arredamento classico, musica rock, vino, birra, caffè e cappuccini sembrano convivere e amalgamarsi in mirabile sintesi.

Mi catapulto nella mischia vociante e rumorosa non senza un moto di perplessità.

La mia anima si ammutolisce.

Lentamente qualcosa accade.

Il torpore dei sensi è scosso da un profumo insinuante che giunge ad ondate alle mie spalle.

E’ una donna bruna, vivacissima che ad ogni movimento spande una leggera fragranza d’intorno. Mi lascio cullare dall’odore inebriante e nel contempo sorseggio il mio calice di “bianco“. E mentre mi sembra di godere alquanto della situazione, scorgo una ragazza di fronte che mi lancia occhiate furtive. Somiglia ad una nota attrice di cui non mi sovviene il nome. E’ indubbiamente bella e non sembra interessarsi molto dei due suoi cavalieri. La guardo a tratti, intensamente. Un brivido di tenerezza e di piacere mi attraversano. Il resto lo fa la fantasia. Immagine e profumo si fondono in un’unica entità femminile.

Non so quant’è durato.

Come spesso accade è bastato l’arrivo di una nutrita comitiva di ciagolanti turisti ad accendere nuovi scenari e a cancellare la mia donna ideale.

Quel che m’è rimasto, al risveglio dal lungo vagheggiamento, è un forte senso di gratitudine verso questi due sconosciuti “amori“...


ROSARIO TISO
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*Tratto dall’opera “Diario veneziano“ di Rosario Tiso