In principio fu....la “Setta dei bevitori estinti“

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Quale viaggio mi attende,fra lande sconosciute d’Enotria, che ogni profumo,colore,sapore di ogni singolo nettare saprà evocare?
Costruirò attorno ad ogni bottiglia di vino un evento,per poterle degustare al meglio.Coinvolgerò anche i miei compagni di cordata,gli amici-appassionati-degustatori con cui condivido tutte le esperienze d’assaggio che costituiscono una novità,così da custodire un resoconto più corale delle sensazioni provate.
Ma soprattutto,mi preme puntualizzarlo,è l’incontro fra anime della stessa natura che scatena certe dinamiche e che è all’origine delle parole e dei fatti intercorsi fra noi.
L’amicizia scaturisce spontanea...senza sforzo...solo per contiguità....
Io....viandante enologico ancora in cammino...combattuto fra le sirene della modernità dei vini-frutto,imponenti e costruiti,e il fascino della classicità nella sua apollìnea perfezione e ardua comprensione....accolto con benignità in ambiti professionali al cospetto di soggetti più consapevoli(..quali la ipertalentuosa Delphine Vessiere...che ha già compiuto la rivoluzione del gusto attorno al “sole“ dei sapori,la completa evoluzione palatale passando dal dolce al sapido...fino a sondare le “ostiche“piacevolezze dell’acido e dell’amaro..), ho avuto negli ultimi anni l’ispirazione a catalizzare e canalizzare l’ansia di aggregazione dei clienti più esigenti del wine-bar Cairoli di Foggia.
Per loro,sfibrati da lotte intestine per contendersi all’arma bianca poche,arcinote e costosissime bottiglie,hanno visto la luce diversi gruppi di “bevitori“.
In principio fu...la “Setta dei bevitori estinti“,sodalizio che mi vede impegnato,con Antonio Lioce e Giorgio Gaetani,nel tentativo di accedere al “gotha“ dell’enologia mondiale facendo leva sull’elementarissimo principio dell’unione che fa la forza.
L’idea è mutuata da un film “L’attimo fuggente“.
Lì,degli studenti di un college americano si riunivano di notte in una grotta nel bosco a leggere poeti “estinti“ che non trovavano spazio nella cultura
accademica(..Wittman,Donne,Marvell...).Siccome il vino è anche “cultura“ ho pensato di emularli,scegliendo quello strano nome, per omaggiare grandi bevitori del passato a cui noi tutti dobbiamo qualcosa:Gino Veronelli,Mario Soldati,Gianni Brera.
Veronelli è stato...sic et simpliciter...il salvatore del 50% del patrimonio eno-gastronomico del nostro bel paese.
Basti pensare,a titolo di esempio,al salvataggio del Picolit,celeberrimo vino da meditazione(neologismo anch’esso di derivazione veronelliana!).A ROCCA BERNARDA,in Friuli,si producevano solo poche bottiglie di questo prezioso nettare,pesantemente falcidiato in vigna dal fenomeno dell’aborto floreale.Fu Veronelli,che ne intuì l’eccezionalità,a convincere la nobildonna della “ROCCA“ a perseverare nell’imbottigliamento delle poche decine di litri di quel liquido quintessenziale.
Mario Soldati invece è l’inventore del viaggio eno-gastronomico.Dalle splendide terrazze liguri di Tellaro,ha pontificato per anni in tutti i campi dello scibile,culinario e non,formando intere generazioni di giornalisti gourmet.
Infine Gianni Brera,sulla carta cronista sportivo.
E’ stato Lui a salvare la vigna della Santissima Annunciata da cui Bellavista trae oggi il celeberrimo,omonimo chardonnay.Lottò perché non si abbandonasse la sua coltivazione in quanto amava il vino che se ne produceva in maniera viscerale.Come amava il Barbacarlo di Maga Lino,a suo dire il vino più imperfetto,tipico,buono dell’Oltrepò pavese.Erano vini come il Barbacarlo a suggerirgli l’immagine di qualità connessa alla capacità di mondare lingua e palato, così di moda nella critica enologica odierna.
Non c’era buono e gustoso che,a mò di segugio,Lui non snidasse.Autentico paladino della bellezza.
A loro idealmente...noi della “setta“....ci ispiriamo.
A quegli spiriti così illuminati.
Cercando di seguirne le orme.
Facendo della passione un surrogato della competenza e un sostituto dell’esperienza.
Alla ricerca del santo Graal:
l’“immigliorabile vinicolo“.



ROSARIO TISO
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**Nella foto:la “Setta dei bevitori estinti“