L’arrivo a Barolo è stato preceduto da un piccolo-grande antefatto:la scoperta del Timorasso di Walter Massa.
Siamo nella zona dei Colli Tortonesi.Doc sconosciuta ai più, è una scoperta travolgente. Vini di impressionante consistenza e complessità ci strabiliano al nostro arrivo a Monleale, in provincia di Alessandria.
C’è chi definisce i vini di Walter Massa fra i migliori del mondo.
A livello emozionale mi spingono a vertici gustativi quasi mai provati e raggiunti. Ritrovo l’Alsazia, o certi riesling tedeschi. O forse la Loira dei Sancerre e dei Pouilly-Fumè.Alla fine capisco che è solo Timorasso.Unico come il suo creatore.
Perché trattasi di creazione. Un grande uomo con un grande sogno realizzato.
Con Walter Massa il Timorasso osa l’ardire di bussare ai cancelli del paradiso enoico. Lo fa con lo Sterpi 2007.
Dopo l’esperienza di Barolo è stata la volta di Treiso e dell’azienda Baricchi.
Più che un incipit poetico sembrano un discorso programmatico i versi che affiorano alla memoria nel breve tratto che ci divide dai cru di barbaresco....
“..Nelle bottiglie l’anima del vino
una sera cantava: “Dentro a questa
mia prigione di vetro e sotto i rossi
suggelli, verso te sospingo, o caro
diseredato, o Uomo, un canto pieno
di luce e di fraternità. So bene
quanta pena, sudore, e quanto sole
cocente, sopra la collina in fiamme,
son necessari per donarmi vita
ed infondermi l’anima. Ma ingrato
non sarò, né malefico, ché provo
immensa gioia quando nella gola
cado d’un uomo usato dal lavoro:
il suo petto per me è una dolce tomba
e mi ci trovo meglio che nel freddo
delle cantine. Odi risuonare
i ritornelli delle tue domeniche
e la speranza che bisbiglia dentro
al mio seno che palpita? Coi gomiti
sopra il tavolo mentre ti rimbocchi
le maniche, mi vanterai e contento
sarai: della tua donna affascinata
accenderò lo sguardo; robustezza
ridarò a tuo figlio e i suoi colori,
e sarò per codesto esile atleta
della vita, l’unguento che rafforza
i muscoli dei lottatori. In te
cadrò, ambrosia vegetale, grano
prezioso, sparso dal Seminatore
eterno, perché poi dal nostro amore
nasca la poesia che a Dio rivolta
spunterà in boccio come un raro fiore.“
Charles Baudelaire
A “Cascina Baricchi“ troviamo bellissime vigne esposte a sud-est, ripide, severe, assolate, divise dalla zona del Barbaresco solo da un’esile capezzagna. In cantina batterie di vini ad alto indice di piacevolezza. Dalla Barbera al Nebbiolo e al Pinot Nero, un compatto godimento sensoriale, un afflato unico , senza cedimenti, verso l’eccellenza. Basti pensare all’eccezionalità della produzione del “Solenne“, uno dei pochi ice-wine italiani.
La tappa successiva ci porta a Barbaresco. Che dire dell’altra metà del cielo langarolo? Nell’enoteca regionale c’è la sintesi della migliore produzione e tanti vini in assaggio:un tuffo nella storia e un momento di convivialità. Nelle Cantine dei Produttori di Barbaresco si coglie l’istinto gregario che dal Cavazza prese le mosse alla fine dell’800. E’ rara tanta qualità in una realtà associativa. Qui l’armonia scaturisce da uno spartito suonato a più mani:quelle degli svariati conferitori di uve e dei diversi cru fusi in mirabile amalgama....
ROSARIO TISO
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