Dei vini della Tenuta dell’Ornellaia, adesso "Ornellaia e Masseto società agricola srl" , sono stato un appassionato della prima ora. Dagli esordi mi conquistò l’avventura intrapresa dal Marchese Lodovico Antinori e quando l’Ornellaia divenne top wine mondiale nel 2001 con il millesimo 1998 , subito dopo l’affermazione del Solaia 1997, ne fui francamente entusiasta . l’intuizione e la spregiudicatezza del Marchese Antinori erano state premiate.
Una sfida estrema e condotta vittoriosamente. Da qui la voglia di celebrare questo marchio, nato da poco e già quasi mitico. Nel mentre cercavo le bottiglie atte allo scopo accadevano le ben note vicende societarie che portarono l’azienda bolgherese in altre mani. All’epoca, dietro una parvenza di correttezza finanziaria, accaddero cose molto brutte. Il sentimento di Lodovico fu calpestato dal suo partner americano, Tim. Il marchese Antinori, in un momento in cui necessitava uno sviluppo aziendale, consentì l’ingresso nella società con una quota minoritaria del colosso Mondavi.
Il gruppo Mondavi, facendo leva su di una regola contrattuale che consentiva il riscatto del restante pacchetto azionario, di lì a poco estromise Lodovico Antinori dall’azienda. E del tutto. Poi cedette il 50% dei titoli ai Frescobaldi, loro partner storici in Toscana. Per Lodovico fu traumatico lasciare la sua creatura. Bene fecero i francesi, in Linguadoca, a non consentire l’ingresso degli americani nell’ambito della viticoltura locale:finisce sempre che prevalgono le ragioni economiche . Il "Blasone", la "Tradizione", le "Radici" sono concetti un pò estranei alla cultura a stelle e a strisce. Nel 2005 i Frescobaldi hanno riscattato Ornellaia e adesso, in quota minoritaria, ci sono i russi di Yuri Shefler(mister Vodka) nella proprietà. Grandi progetti e di nuovo grandi sfide per l’azienda più importante dei Frescobaldi.
Prima degli ultimi accadimenti societari, mi riuscì di confezionare una storica degustazione. A confronto i due vini più rappresentativi dell’azienda, Ornellaia e Masseto, entrambi del millesimo 2001. Quel Masseto è stato ritenuto come il più grande di sempre e tutt'ora insuperato. La teorica cifra della perfezione, i 100/ 100, gli furono assegnati dalla rivista americana Wine Spectator che lo inserì pure al 6° posto della sua classifica dei top wine mondiali nel 2004(che tiene conto non solo dello score ma pure del prezzo e della reperibilità). Concorde la restante parte della critica enologica ( 97/100 da Wine Advocat e trionfo unanime sulle guide nostrane)nel riconoscere l’eccezionalità dell’annata.
Con la solita tendenza dissacratoria che mi contraddistingue quando ho in mano campioni universalmente celebrati, non ho ascoltato la consueta litania di quanti sono per la conservazione e il consumo differito di vini importanti. Ancora una volta ho le mie ragioni per fruirne subito:1) il grande vino è buono da subito senza se e senza ma e spesso centra l’equilibrio all’esordio;2)Non ho una cantina per tenerlo al meglio:perché rischiare una cattiva conservazione?;3)Amo le nuances fresche, speziate e dolci tanto quanto i sentori terziari ed eterei;4)Non considero il frutto come un Dio minore rispetto alle deità che recano l’evoluzione.
Davanti a me due grandi campioni. La beva alternata e scoperta di entrambi è stata una rivelazione. Come in una contesa alla pari, ora l’uno ora l’altro si smarcavano per mostrare un pregio, procurare una maggiore piacevolezza, regalare un brivido. Sulla carta e nei fatti il Masseto 2001 è stato impressionante. Colore impenetrabile, naso saturo di frutto e spezie, beva grassa, opulenta, piena, esaustiva. Di contro un poderoso Ornellaia 2001, non colossale come il Masseto, sciorinava già note di eleganza e raffinatezza proprie di un vino più maturo. È stato fantastico abbandonarsi alle diverse sollecitazioni sensoriali. Un mare di piacevolezze in cui era dolce naufragare.
Peccato per la deriva dei prezzi che ha reso oggi inaccessibili questi vini. Peccato per la finanza che uccide la poesia e rende omologata e replicabile la qualità. Meno male che valenti enologi si sono succeduti nel rendere Ornellaia e Masseto portatori delle peculiarità del territorio.
Fino al 2001 c'erano riusciti . Adesso, non saprei.
ROSARIO TISO
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