Può capitare all’Opus Wine di S.Giovanni Rotondo di accompagnare l’antipasto con uno Chateau Musar bianco del 2003. Chateau Musar bianco è un blend ottenuto da uve autoctone millenarie a piede franco dei Monti libanesi e della valle della Bekaa(a circa 25 Km. da Beirut) chiamate Obaideh e Merwah. Si ritiene che furono portate in Francia durante il ritorno dei soldati dalle Crociate e che siano progenitrici di chardonnay e chasselas la prima,del semillon la seconda. La giacitura dei vigneti a circa mille metri d’altezza,l’età media delle piante fluttuante fra i 50 e i 70 anni,una produzione risicatissima di 15 hl. per ettaro,la conduzione biologica del terreno e la vinificazione con lieviti naturali,affinamento sulle fecce fini ed uso sapiente e lieve del legno fanno di questo vino un bianco di grande struttura e personalità,grasso e minerale. Ma soprattutto originale.
Poi può capitare che al “primo“ di ravioli ripieni ai funghi porcini e allo speck si associ uno Chateau Musar rosso del 1998. Chateau Musar rosso,singolare connubio del bordolese cabernet sauvignon e di uve tipiche del Rodano quali Cinsault e Carignan,è ritenuto universalmente uno dei rossi più buoni e atipici del pianeta. Buono per la mano enologica sapiente e la posizione felice dei vigneti. Atipico perché il cabernet gli conferisce eleganza e opulenza mentre dalla Languedoc provengono gli afrori mediterranei che promanano dal bicchiere e il carattere siccitoso e austero. Il vino rivela un’anima prismatica e un’olfazione ed un gusto sempre nuovi ad ogni assaggio. La lieve ossidazione che galleggia fra le nari e il nettare è un valore aggiunto e in fase retro-olfattiva regala una scia odorosa e gustativa lunghissima e goduriosa.
Quindi può capitare che un saporoso arrosto e del sapido e vellutato Rochefort vengano abbinati ad una bottiglia di Carmenere 2000 di Cà del Bosco. Il Carmenere di Maurizio Zanella è un unicum nel panorama vinicolo nazionale .Sia per il vitigno,raro e nobile;sia per la scelta di utilizzarlo in purezza. L’olfatto rivela un covo di spezie,in primis il pepe nero. Al gusto risulta un mastodonte di setosi tannini e frutta in confettura. Interminabile la persistenza.
Infine,il dolce della casa con lo Sherry di Emilio Lustau. Il “Lustau East India Solera“ è uno sherry dal colore ambrato,di grande fascino e di grande ricchezza,dalla beva per così dire “meditativa“. La “chiusa“ ideale per una serata enologicamente grandiosa.
Può capitare. All’Opus Wine.
ROSARIO TISO
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