La USB invia una lettera aperta al Presidente della Camera, ad un anno dal terremoto che ha sconvolto l’Emilia, in occasione della Sua visita a Ferrara. I Vigili del Fuoco della USB la ritengono infatti una interlocutrice credibile e seria, non solo per il suo importante ruolo istituzionale, ma per la sua storia personale che testimonia la sua predisposizione verso l’altro, il suo spirito solidale, lo stesso spirito che contraddistingue il lavoro del Vigile del Fuoco.
Confidiamo dunque nella sua sensibilità per raccogliere il nostro appello; abbiamo una situazione delle colonne mobili, cioè dei mezzi ed attrezzature preposte per calamità regionali o nazionali, disastrosa, abbiamo ancora in servizio mezzi degli anni 80. Si continua a glorificare il lavoro dei Vigili del Fuoco mentre contestualmente ci tagliano risorse con drammatiche ricadute sull’apparato del soccorso. Oggi un Vigile del Fuoco non ha neppure più un’assicurazione che lo copre in caso di infortunio sul lavoro, si cura a proprie spese; una vergogna. I nostri organici sempre più ridotti per assicurare il servizio di soccorso richiamano per 20 giorni migliaia di precari chiamati impropriamente volontari, ma in verità trattasi di uomini con un rapporto di lavoro con l’Amministrazione, sfruttati e poco formati professionalmente. Non ultimo i Vigili del Fuoco ad un anno dal terremoto non hanno ancora percepito un euro per il lavoro svolto nelle aree colpite, lavoro che ancora oggi stiamo svolgendo. Potremmo Presidente raccontarLe delle difficoltà quotidiane nelle quali versano molti comandi solo per garantire la manutenzione e il rifornimento degli automezzi, o la manutenzione delle sedi di servizio. Vorremmo che Lei vedesse come l’Amministrazione ogni giorno attraverso circolari e ordini del giorno mira a ridurci i diritti e ad attribuirci oneri che non ci dovrebbero competere, come quelli di impedirci l’uso delle auto di servizio per il soccorso, oppure di formarci nel nostro tempo libero. Le vorremmo anche parlare delle visite specialistiche a nostro carico per poter mantenere l’idoneità al servizio, sperando dopo venti anni di servizio di poter finalmente aspirare ad un passaggio di qualifica degno di questo nome. Non si interviene sugli sprechi veri, ma si colpiscono i lavoratori perché è più immediato ed ha meno ripercussioni sui vertici. Infine denunciamo con la presente una brutta legge di riforma del Corpo Nazionale, la 252/04 seguita dalla 217/05. Necessita oggi una riflessione su tutto il soccorso in questo Paese, alla luce anche del DL 59 del 15 maggio 2012, che ha compromesso definitivamente l’impianto della Protezione Civile sconvolto pesantemente da scandali e processi. La USB VVF, Le chiede un incontro nel quale poter esporre un progetto organico, siamo certi efficiente, che possa finalmente garantire dignità e professionalità ai lavoratori Vigili del Fuoco e una Protezione Civile efficace ed efficiente per un Paese moderno e civile quale dovrebbe essere l’Italia.
Il 28 maggio a Bologna i Vigili del Fuoco USB scenderanno in piazza per denunciare una situazione oramai divenuta insostenibile, che umilia i lavoratori e penalizza i cittadini che si aspettano un servizio di soccorso adeguato.
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