Lo Stato passa alle regioni le cure sanitarie non essenziali

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Il ministro della Salute Girolamo Sirchia ha dato il via al Lea, il "livello essenziale di assistenza": in pratica un meccanismo che affida alle regioni la possibilità di decidere quali prestazioni sanitarie "passare" al cittadino oltre a quelle offerte direttamente dal servizio sanitario nazionale.

Lo stato garantisce le cure di base: al resto ci penseranno le regioni. "Un esempio che si può fare, afferma il ministro Sirchia, riguarda la chirurgia estetica, anche se il provvedimento riguarda tanti altri aspetti del servizio sanitario.

Lo stato non può permettersi di passarla". Altri esempi? Le cure odontoiatriche che il servizio sanitario nazionale passerà ai minori di 18 anni, mentre spetterà alle regioni decidere altre evntuali coperture. Competenza regionale ancora per alcuni tipi di trattamenti termali e medicine non convenzionali, come ad esempio l’agopuntura.

Il nuovo provvedimento del governo prevede poi che per l’assistenza sanitaria indiretta - quella in pratica che il singolo cittadino poteva farsi rimborsare dallo stato - siano ancora le regioni a decidere se accettarla o meno legiferando autonomamente.

Un taglio alla spesa, spiega il ministro, che dovrebbe andare a vantaggio della qualità e della velocità delle prestazioni indispensabili. "Certe liste d’attesa per elettrocardiogrammi o radioterapia, dice ancora Sirchia, sono inaccettabili e ci sono le premesse adesso perché ciò non accada più.