l’agente orange contamina ancora il Vietnam

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l’agente Orange, il defoliante usato durante la guerra del Vietnam per distruggere le foreste dove si nascondevano i guerriglieri vietnamiti, continua a lasciare tragiche eredità . Uno studio condotto nel 2002 nella città di Bien Hoa city, a nord dell’antica Saigon ha dimostrato che i residenti avevano un alto livello di diossina. l’articolo appena pubblicato sulla rivista Journal of Occupational and Environmental Medicine dimostra che il 95 per cento dei campioni di sangue di 43 cittadini sono "stati trovavi con elevati livelli di diossina".

Le conclusioni sono semplici: anche se l’uso dell’agente orange risale a trent'anni fa, nella catena alimentare i suoi componenti sono ancora presenti.

Lo dicono anche le analisi di sedici campioni di polli, anatre, maiali, manzi, pesci e rospi dei mercati della città . In sei di questi i livelli di diossina sono risultati essere "significativamente elevati".

reuters


Alcune Informazioni sulla contiminazione
Contaminazione ambientale da Diossina: l"agente orange" in Vietnam

La diossina si forma come risultato involontario di numerosi processi industriali nei quali sia presente il cloro, come l’incenerimento dei rifiuti (maggior fonte d’inquinamento ambientale da diossina, 95%), la produzione di prodotti chimici e di pesticidi e la lavorazione della carta e della plastica. Alla involontaria produzione di diossina in impianti industriali si deve gran parte dell’inquinamento dovuto a questo prodotto chimico altamente nocivo e persistente, ma anche episodi di emissione incontrollata o accidentale. Sebbene esistano diverse diossine, la più nota e studiata per la sua tossicità è la 2,3,7,8 tetraclorodibenzoparadiossina (2,3,7,8 TCDD), che rappresenta anche lo standard per la definizione del grado di tossicità di altre diossine.

Un noto caso di inquinamento accidentale avvenne in Italia nel 1976 a Seveso quando una nube tossica fuoriuscì nottetempo, in seguito ad un’esplosione accidentale, da una fabbrica che produceva composti per l’industria farmaceutica e cosmetica, compreso l’acido fenilacetico e il 2,4,5-triclorofenolo, sostanza utilizzata come battericida e come base per la sintesi di un erbicida fenossicarbossilico, l’acido 2,4,5 Triclorofenossiacetico (2,4,5-T). La nube inquinò gravemente la zona circostante, densamente abitata. Allora uno speciale comitato tecnico-scientifico del Ministero della Sanità fu istituito per proporre i necessari interventi-  di decontaminazione dell’area inquinata e per studiare gli effetti della diossina sulla salute. Di questo incidente e delle sue conseguenze immediate e a lungo termine sulla salute pubblica abbiamo parlato in un precedente numero del Bollettino.
La diossina quindi era significativamente presente in formulazioni commerciali di 2,4,5-T, di altri erbicidi fenossicarbossilici e di alcuni clorofenoli. Alcuni di tali erbicidi, e principalmente il 2,4,5-T, erano utilizzati per scopi militari nella formulazione di una miscela diserbante chiamata Agente Orange. Questa miscela fu ampiamente usata come defoliante in Vietnam negli anni della guerra, ma in particolar modo nel periodo 1967-68, nel tentativo americano di ostacolare i movimenti delle forze vietnamite privandole di copertura e di cibo. Operazioni di irrorazione di "agente orange" furono effettuate su vaste estensioni di foreste sia per mezzo aereo che da terra con camion ed autobotti. Inoltre, le basi americane in Vietnam, che fungevano anche da magazzini del prodotto, hanno creato numerosi casi di fuoriuscita incontrollata e di inquinamento ulteriore. In totale furono usati nel Vietnam del Sud oltre 72 milioni di litri di questo erbicida, provocando uno dei più gravi casi di inquinamento ambientale da diossina al mondo. In seguito alle irrorazioni di agente orange il 25% delle aree ricoperte da foreste furono distrutte e una gran quantità di terra fu resa inutilizzabile. Le conseguenze immediate e a lungo termine sull’ambiente e sulla popolazione locale, ma anche sui militari americani che per forza di cose furono esposti al prodotto, sono state da allora studiate. In un rapporto diffuso nel 1994 l’EPA americana ha dichiarato la diossina una grave minaccia alla salute pubblica, potenzialmente capace di causare cancro, squilibri ormonali, danni al sistema riproduttivo e malformazioni congenite.

In una recente intervista Arnold Schecter, professore dell’Università del Texas e membro del Corpo Medico Militare Americano in Vietnam che studia la diossina dal 1984, ha rivelato alla Reuters i risultati-  delle ricerche effettuate e quelli di uno studio canadese condotto in collaborazione con il governo vietnamita sull’inquinamento da diossina nella zona limitrofa a vecchie basi americane, e nella valle Aluoi. I risultati delle-  analisi hanno dimostrato che la diossina è entrata nella catena alimentare e che alti livelli di questo prodotto chimico-  si trovano nei campioni-  di sangue di 19 su 20 persone controllate, tutte abitanti-  vicino la vecchia base di Bien Hoa dove si verificò una fuoriuscita accidentale di agente Orange. I valori superano del 135% quelli di persone non esposte residenti a Hanoi.  

Schecter ha dichiarato inoltre che se i ricercatori vietnamiti avessero avuto più fondi avrebbero potuto analizzare ed identificare più zone contaminate.

Secondo Schecter il governo americano dovrebbe impegnarsi a sostenere finanziariamente la ricerca sugli effetti della diossina in Vietnam, paese che suo malgrado è diventato la zona contaminata più estesa al mondo e perciò “migliore” laboratorio per effettuare lo studio sulla diossina. Uno studio del genere è di importanza mondiale in quanto può permetterci di stabilire come la diossina si muove nell’ambiente e come gli effetti nocivi di questo prodotto si possano ripercuotere sulla salute umana anche a distanza di anni. Dopo 30 anni dalla fine della guerra e quindi dal termine delle irrorazioni di agente orange (l’ultima avvenne il 31 ottobre del 1971), la diossina continua ad inquinare le acque ed il terreno, trasferendosi attraverso gli alimenti all’uomo (i più alti livelli di concentrazione nell’organismo sono stati riscontrati fra forti consumatori di pesce nella zona a valle del corso d’acqua inquinato dalla fuoriuscita di agente orange dalla base americana). La diossina non è stata semplicemente eliminata col tempo, come si pensava potesse accadere, ma è ancora presente e minaccia persone nate molto tempo dopo la fine della guerra.

La ricerca che può essere condotta in quel grande laboratorio "involontario" che è il Vietnam è di grande importanza per tutto il mondo, soprattutto dopo i casi di contaminazione alimentare che si sono verificati recentemente, anche se con modalità diverse, ad esempio quello delle carni avicole in Belgio.

E’ per questo che secondo Schecter è importante che l’attuale amministrazione decida subito sul finanziamento alla ricerca prima di un cambio di amministrazione; non si sa ancora infatti che posizione assumerà nei confronti di questo problema la nuova amministrazione.


Claudio Colosio e Ludovica Borio
International Centre for Pesticide Safety