Bambini: grassi, più grassi, obesi- 

Secondo uno studio del Politecnico federale di Zurigo, il problema tocca nella stessa misura maschi e femmine tra i 6 e i 12 anni.

Nel corso degli ultimi 20 anni, il numero di bambini in sovrappeso è triplicato, quello dei bambini obesi è addirittura sestuplicato.

- L’intervallo: secondo una vecchia canzone per bambini è il momento più bello della scuola, il momento per eccellenza della merenda. Solo che in un mondo sempre più sedentario e che ha dimenticato come mangiare, durante l’intervallo, in Svizzera, si vedono oggi tre volte più bambini in sovrappeso di 20 anni fa. Il numero degli obesi è addirittura sestuplicato.

Per quanto impressionanti, i risultati dello studio condotto dal Politecnico di Zurigo in fondo s’iscrivono in quella che l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) chiama «un’epidemia d’obesità », epidemia che interessa soprattutto i paesi industrializzati e che è destinata, in futuro, a fare più vittime del fumo.

«I bambini oggi sono maggiormente esposti ad alimenti ricchi di grassi, zuccheri e sale», spiega a swissinfo David Porter dell’Oms. «Così non è difficile che assorbano un numero elevato di calorie senza rendersene conto».

Sedentarietà e cattiva alimentazione
I ricercatori hanno preso in rassegna 2431 bambini, 1235 femmine e 1196 maschi, tra i 6 e i 12 anni. Risultato: non ci sono differenze significative tra i sessi. Il 18% dei bambini e il 20% delle bambine sono in sovrappeso. La soglia dell’obesità è raggiunta dal 4% di entrambi i sessi.

Il fatto di vivere in città o in campagna non ha un influsso sul numero di bambini in sovrappeso, così come non sono state riscontrate differenze fra le diverse regioni della Svizzera.

«Per l’Oms si deve mantenere la forma fisica attraverso un’alimentazione sana e dell’attività fisica», dichiara David Porter. «Attività fisica non vuol dire solo sport, ma anche creare luoghi dove i bambini possano giocare e strade sicure che possano percorrere per andare a scuola. In questi ambiti la Svizzera è abbastanza all’avanguardia, credo quindi che l’aumento del tasso d’obesità sia dovuto ad una vita sedentaria, all’avanzata vittoriosa della televisione e dei videogiochi».

I bambini sono un caso speciale
Per lo studio, gli esperti del Politecnico hanno utilizzato uno speciale indice di massa corporea (BMI) integrato con una misurazione della massa grassa. Per i bambini infatti non è possibile partire dallo stesso tipo di calcolo del BMI utilizzato per gli adulti.

Il dottor Michel Cauderey, responsabile dell’Unità di salute cardiovascolare del bambino e dell’adolescente all’ospedale Samaritain di Vevey, fa notare a swissinfo che «l’indice di massa corporea di un bambino in crescita varia continuamente. Se gli adulti sono obesi a partire da un indice 30, una ragazzina di 10 anni lo è già a partire da un indice di 24».

Michael Zimmermann, uno dei coautori dello studio, confida a swissinfo che nonostante il BMI sia stato adattato ai bambini, la percentuale di obesi potrebbe essere più alta di quella riportata. La partecipazione allo studio infatti era volontaria e molti genitori con figli in sovrappeso si sono rifiutati di collaborare.

Conseguenze non trascurabili
L’aumento delle persone in sovrappeso o obese potrebbe avere, secondo il Laboratorio per l’alimentazione umana del Politecnico di Zurigo, gravi conseguenze a livello sociale e sanitario. I chili di troppo conducono spesso a danni fisici e psichici, come autostima ridotta, diabete, problemi cardiovascolari o malattie dell’apparato respiratorio.

Per evitare di arrivare a questo punto è necessario investire di più nella prevenzione. A scuola non dovrebbero mancare le lezioni sull’alimentazione e un approccio coerente allo sport. Solo così si potrà raggiungere un aumento del consumo energetico e un mutamento definitivo delle abitudini alimentari.

Il dottor Michel Cauderay auspica inoltre che cambi, nella testa della gente, l’approccio all’obesità . «Per l’Oms, l’obesità è una malattia. Resta il problema di definire a quale punto porre il confine tra sovrappeso ed obesità . In Svizzera, l’obesità dei bambini è difficile da far riconoscere».

«Le assicurazioni malattia, per esempio, la valutano secondo gli stessi criteri per gli adulti con la conseguenza che raramente le famiglie ottengono un sostegno finanziario per le consulenze dietetiche o per i programmi di sostegno. In Svizzera il problema non è molto sentito. E se anche ci fosse la volontà di fare qualcosa, non ci sono i finanziamenti».