Campagna avventista contro il fumo

La World Health Organization (WHO) ha chiesto ai dirigenti avventisti di partecipare alle consultazioni per tornare a collaborare con questa associazione insieme alla altre religioni..

Il dottor Stoy Proctor, vice direttore dei Ministeri della Salute della Chiesa avventista a livello mondiale, concorda sul fatto che siamo all’avanguardia nella lotta al tabacco in alcune parti del mondo.

Elena White, co-fondatrice della Chiesa avventista nel 1848, quindici anni prima che la chiesa avventista fosse ufficialmente organizzata, promuoveva un programma di vita sana per sottolineare il dono di una vita che Dio accorda.

Le aziende del tabacco sono responsabili delle vendite di tabacco nel mondo, e Proctor ha messo a punto un programma per smettere di fumare che viene anche diffuso attraverso ADRA. Appena rientrato dall’Armenia è stato intervistato dall’Adventist News Network (ANN) per parlare della lotta al tabagismo.
ANN: Gli avventisti in passato parlavano più sovente di quanto fanno ora contro le lobby del tabacco, forse perché hanno raggiunto dei successi?
Stoy Proctor: “Lo abbiamo fatto nel passato, ma oggi tutti sono a conoscenza dei danni del tabacco e anche se siamo stati i primi ad organizzare qui negli Stati Uniti programmi per smettere di fumare, questi programmi sono portati avanti da pastori e dottori”.

ANN: Cosa si fa negli altri paesi?

Proctor: Qui negli Stati Uniti la vendita di tabacco è molto calata. Allora le aziende produttrici si sono rafforzate oltremare e nei paesi in via di sviluppo. Nelle Filippine per esempio già 30 anni or sono, sono stati organizzati programmi contro il fumo. Qui negli Stati Uniti solo il 24% della popolazione continua a fumare e questi sono fumatori incalliti. In altri paesi questa percentuale si aggira attorno al 45 " 50% e dobbiamo aiutarli.
ANN: Da quanto tempo la chiesa ha questo programma contro il fumo?
Proctor: Nel 1959 il dott. McFarland ha lanciato il famoso “Piano dei cinque giorni”.

ANN: Ci sono stati degli sviluppi?

Proctor: “Questo programma ha avuto successo per molti anni, ma nel 1984, quando sono stato chiamato a dirigere questo dipartimento, sono stato incaricato di rivedere questo metodo. Assieme a mia moglie Leilani ho fatto, per due anni, delle ricerche e il programma è stato modificato. Ora copre un periodo di quattro settimane. Questo perché se non si sostiene l’ex fumatore dopo i cinque giorni, nel giro di poche settimane tornerà a fumare. Nel nuovo programma noi aiutiamo gli ex fumatori per tre settimane, perché occorrono almeno tre settimane per debellare l’abitudine.
ANN: Qual è il tasso di successo del programma?
Proctor: “Tre o quattro volte più del passato. Il piano dei 5 giorni aveva un successo che possiamo valutare attorno al 20%. Col programma “Respira libero” il successo è salito al 60%. L’Università di Loma Linda ha collaborato con noi per mettere a punto il programma.

ANN: È vero che “Respira Libero” è il programma ufficiale nelle Filippine per smettere di fumare?

Proctor: “Esatto, noi collaboriamo col Governo. Oggi i pastori avventisti sono riconosciuti dal Ministero della Sanità per l’educazione sanitaria della popolazione, e grazie alle loro autorizzazioni ufficiali possono presentarsi a nome del Governo per svolgere programmi contro il fumo.

ANN: Dove viene presentato questo programma?

Proctor: “A Taiwan, in Cina, anche in Polonia è un programma riconosciuto. Questo programma è stato preparato in 15 lingue ed abbiamo programmi di formazione in molti paesi ma non in tutti i paesi siamo riconosciuti ufficialmente”.

ANN: Cosa ci può dire del suo viaggio in Armenia?

Proctor: “Abbiamo avuto un programma di formazione per i pastori al quale hanno partecipato 30 medici del paese. Ci auguriamo che questi collaborino nei programmi nelle diverse città . Mi hanno detto che il 70% della popolazione maschile fuma, una percentuale molto elevata. Hanno apprezzato il nostro programma anche perché anni or sono una casa farmaceutica produttrice di medicinali antidepressivi aveva speso molti milioni di dollari per reclamizzare il prodotto. La popolazione dice, siamo stufi di prodotti che sostituiscano il tabacco, siamo stufi di ingerire prodotti, ci occorre un programma di aiuto reciproco, ci piace lavorare in gruppo”.
ANN: Cosa ne pensa dell’associazione medicine e terapia di gruppo?
Proctor: “Penso che possa giovare un antidepressivo per sostituire la nicotina. Ma non dobbiamo dimenticare che fumare provoca una dipendenza chimica che si aggiunge ad una abitudine psicologica. Facendo uso di un sostituto chimico alla nicotina, non diamo un aiuto alla volontà per sostituire un’abitudine. Questi prodotti sono validi se accompagnati da una terapia comportamentale, indispensabile per ogni terapia contro il tabagismo”.

ANN: Qualcuno sarà contro il suo parere di ricorrere alle medicine?
Proctor: “Qualsiasi cosa possiamo fare per smettere di fumare, non è errata. Quello che non possiamo condividere è l’ipnotismo come anche la terapia dell’avversione. Le medicine sono care e la maggior parte delle persone attraversa la crisi dell’astinenza e non si può uscire da soli”.

ANN: Gli avventisti possono fare ancora qualcosa?

Proctor: “Negli Stati Uniti ci sono ancora dai 40 ai 50milioni di fumatori. Penso che si possa fare qualcosa per i vicini e gli amici sulla base dell’aiuto reciproco. Molto possono fare anche i medici, ma purtroppo un medico passa soltanto pochi minuti col paziente. Un fumatore ha bisogno di molto tempo. Noi abbiamo messo a punto una terapia “Respira Libero” da persona a persona. Le persone ci possono inviare una mail (SanchezL@gc.adventist.org ).

ANN: Quali altri fattori potrebbero scoraggiare l’uso del tabacco?

Proctor: “La tattica della paura non serve. Vi sono tre cose che i governi possono fare. Aumentare le tasse sul tabacco scoraggerebbe i giovani a cominciare. In secondo luogo una legge che proibisca il fumo nei luoghi pubblici, e in terzo luogo non favorire le vendite con la pubblicità e i distributori automatici”.

ANN: Lei ha mai fumato?

Proctor: “Questa è una bella domanda che mi è stata fatta altre volte. Come posso sapere cosa prova chi fuma se non ho mai fumato? So qual è il sapore della sigaretta perché da giovane ho fatto due o tre boccate. Ma la ragione per cui aiuto le persone è aiutarle a dire “no” quando hanno smesso. Mark Twain ha detto, ’è facile smettere di fumare, l’ho fatto centinaia di volte’, ma voglio insegnare alle persone a dire “no” quando hanno smesso di fumare. Ricordo la prima volta che sono stato in Cina mi hanno detto, “qui la cosa non funzionerà , perché gli affari non si fanno senza offrire al cliente una sigaretta”. Io risposi “certo che funzionerà perché voi cinesi sapevate fare affari prima che il tabacco arrivasse in Cina”. In molti posti della Cina hanno smesso di fumare drasticamente. Pertanto possiamo insegnare alle persone di qualsiasi cultura a scegliere migliori abitudini di vita.