Sicurezza . Su 313 alcol test effettuati a novembre da Vigili, 100 positivi

Praticamente uno su tre. Denunciato questa mattina per guida in stato di ebbrezza conducente di una 500 con a bordo 6 extracomunitari

Milano - “Non cessa a Milano la pericolosa abitudine di mettersi alla guida in stato di ebbrezza. I dati relativi al mese di novembre dicono che su 313 controlli effettuati dalla Polizia Municipale, 100, ovvero uno su tre, sono risultati positivi ai test etilometrici e 30 veicoli sono stati sequestrati ai fini della confisca. Nel mese di ottobre i positivi ai test erano stati 122 su 342 controlli”.

Lo comunica il vice Sindaco e assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato.

“Basti dire " spiega De Corato " che nel 2008 la Polizia Municipale ha effettuato 3946 accertamenti per le strade di Milano e 1064 soggetti sono risultati positivi, praticamente uno su quattro. Proprio questa mattina, il conducente di una Fiat 500, con a bordo 6 extracomunitari, è stato denunciato dalla Polizia di Stato, per guida in stato d’ebbrezza dopo essere risultato positivo all’alcol test. Una situazione allarmante dunque " sottolinea De Corato - confermata dalla triste media delle vittime della strada causate dall’abuso di alcol o droga. Secondo le stime, infatti, il 30 % dei 5000 decessi e 300 feriti all’anno per incidenti stradali, sono causati da conducenti in stato di ebbrezza o di alterazione psico-fisica. Con queste premesse, non ci si può lamentare se ora il Governo intende attuare un ulteriore giro di vite con il disegno di legge sulla sicurezza e se all’esame del Parlamento c’è anche una proposta di legge che limita ulteriormente il consumo a chi si mette alla guida”.

“Per chiudere il cerchio - aggiunge De Corato " è però necessario un ulteriore passo. Ovvero contestare l’accusa di omicidio volontario, anzichè colposo, a chi provoca la morte di altri guidando in stato di ebbrezza o alterazione psicofisica, come prevede una proposta di legge che ho presentato a giugno alla Camera”.

“Sarebbe un ulteriore deterrente " conclude De Corato " per far fronte a un problema che necessita ormai di misure di contrasto forti“.