Milano: GDA - Ormai tutti abbiamo avuto qualche contatto con la elettronica nella veste di informatica in ospedali, uffici pubblici, a casa, in fabbrica o nella ricerca. Sappiamo anche che i computer non di rado dialogano con apparati elettronici per ricevere e trasmettere dati da/a impianti e strumentazione.
Sempre più spesso dialogano con altri computer e persone... come nel caso di Internet. Tutto ciò comporta in tutte le situazioni una presenza umana che determina le azioni di questi computer e degli apparati elettronici.
Questi non di rado racchiudono dei piccoli microcontrollori... altro non sono che microcomputer che dialogano solo con la elettronica dei sistemi a cui sono connessi...
I microcontrollori a loro volta dialogano attraverso reti di trasmissione dati con computer che scambiano dati con altri computer...
Se astraessimo dalla esistenza del resto che fa parte della realtà.. tutto ciò sarebbe una descrizione parziale di tutto il nostro mondo.. Microcontrollori e computer hanno una modalità di operare per render possibile lottenimento dei risultati attesi. Questa modalità è pensata da progettisti. Si tratta dellanima dei sistemi informatici. E del tutto immateriale... Così come è immateriale un ordinamento di oggetti.
Questa anima si chiama software ed assume un valore concreto solo nella sua descrizione su opportuni supporti fisici.
Il software è descrizione con due facce: una è rivolta ai progettisti che lo hanno sviluppato. Laltra si rivolge a computer che debbono realizzare la modalità delle azioni dellhardware previste dal software stesso. Una parte del software è dedicata a rendere più intellegibile da parte umana le azioni dei sistemi informatici.
Questa parte di software è importante: deve rendere possibile la consapevolezza di chi opera i computer rispetto ai compiti assegnati ai sistemi che si debbono governare. Si tratta della interfaccia uomo computer. E una parte solamente del software in sistemi informativi. Opera sui computer che accolgono la presenza umana: i posti di lavoro... distribuiti nei punti importanti dei sistemi informativi. In quei posti di lavoro luomo governa ed è governato dalla interfaccia uomo computer.
Per le consuete ragioni di produttività... negli anni le interfacce sono state costantemente migliorate rendendole più agevoli e più semplici da acquisire. Nei sistemi informatici meno recenti invece le interfacce uomo macchina sono spesso scarsamente produttive per una molteplicità di ragioni. Molti di noi hanno realizzato ciò osservando posti lavoro in aeroporti, in sportelli bancari, in ospedali... o nella pubblica amministrazione.. e nelle imprese. In non pochi casi il miglioramento di quelle interfacce può certamente migliorare la produttività della presenza umana... nel controllo ormai di quasi tutti i gesti nella società della informazione.
Ciò comporterebbe un miglioramento nella evoluzione della società. I risparmi di tempo uomo ottenuti potranno essere indirizzati a una migliore qualità nelloperare o alla soluzione di altri problemi.. lasciando intatta la infrastruttra e le reti a cui le interfacce sono connesse... In conclusione: migliorare la interfaccia uomo macchina migliora la produttività e la qualità di tutta la società della informazione.
Epolis: concesso da Prof. Giovanni Degli Antoni (GDA) - gennaio 2007
Ultimi Articoli
Saluzzo, distribuiti oltre duemila opuscoli ''La verità sulla droga'' al Giro d’Italia Femminile
L’Elfo Puccini guarda al futuro: Nuovi sguardi - con sessanta spettacoli tra classici, politica e nuove drammaturgie
Quasi metà delle nuove startup estoni è legata all’e‑Residency: AI e difesa trainano capitali e talenti internazionali
Carta d’identità cartacea in scadenza: cosa cambia a Milano e nei comuni italiani entro il 3 agosto 2026
Milano Green Week 2026, da grigio a verde: le città in dialogo sui nuovi spazi urbani
Milano, a Palazzo Marino “La gioia nel passo”: in scena il racconto delle donne tra guerra e Repubblica
Infinite fall (floating), l’opera di Davide Sgambaro alla Piscina Comunale di Saluzzo
Sesto San Giovanni sequestra i primi monopattini truccati
Dodici armature giapponesi dal XVI al XIX secolo al Museo Chiossone di Genova