Quando certi valori diventano fonti di guerre

I giovani non sperano di poter crescere senza la affiliazione ad una categoria di valori.

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Milano: GDA - I giornali sono pieni di proposte politiche.

Tutte puntano sul futuro. La parola valori è sempre più impiegata.

Ci si dimentica che i valori sono un retaggio del passato. La paura degli ideali impera. Si direbbe che i valori siano diventati rendite di posizione per chi ne cura la storia e la identità . Tutti i gruppi hanno i propri valori.

E per la proprietà si fanno guerre. Acqua, terra, accesso al mare, ai mercati, alla comunicazione, valori: sono tutti sullo stesso piano.

I valori sono nati quando alcuni hanno raggiunto la possibilità di gestirli. E da qui tentano di imporli. Gli ideali così diventano una minaccia ai valori poichè potrebbero essercene nuovi incompatibili con le proprietà già acquisite, non importa come. Anche nelle università ci sono valori e guerre fra le discipline. Forse è proprio l’università e la classe dirigente uscita dalla università che ha iniziato la frammentazione dei valori.

I giovani non sperano di poter crescere senza la affiliazione ad una categoria di valori (Cattedra, Clan, Mafia, etc.). Sulla base della convinzione che l’indicazione di valori è funzionale al consenso i politici ingessano tutto nel tentativo di imporre valori. No! I valori non sono beni imponibili. Sono conquiste che presuppongono ideali. E gli ideali presuppongono problemi. È ora di guardare in faccia la realtà . I problemi sono una grande opportunità .

E sono espressi da chi li ha. Non da chi decide quali sono problemi e quali no. Ne segue che la libertà alla soluzione dei problemi è la sola via al cambiamento.

Epolis: concesso da Prof. Giovanni Degli Antoni (GDA)
maggio 2007