Bruxelles, 13 febbraio 2002
Presentando i tre documenti, che esaminano le varie sfide poste dalla globalizzazione, il Presidente Prodi indica la direzione auspicata dalla Commissione europea : "Il mondo è sempre più interdipendente, i problemi sono sempre più complessi, il bisogno di una migliore governance mondiale si fa sempre più sentire. Le sfide sono di livello mondiale: estrema povertà, degrado ambientale, sviluppo delle malattie trasmissibili, criminalità internazionale, terrorismo. Per poter essere efficaci, le risposte devono essere multilaterali. Gli sforzi devono essere concertati e condivisi. Fin dalla sua creazione, l'Unione europea ha dato prova della sua capacità di gestire collettivamente i problemi di comune interesse, in modo efficace, democratico e nel rispetto delle diverse identità. Essa è quindi chiamata a fare ascoltare le sue proposte su come padroneggiare i problemi legati alla globalizzazione.
La questione degli aiuti è più che mai importante. Il processo di globalizzazione sta cambiando il mondo, spesso in meglio. Ma nel contempo le diseguaglianze fra i paesi e all'interno degli stessi sono estremamente elevate e in numerosi casi tendono ad aggravarsi. Su una popolazione di 6 miliardi di esseri umani, 2,8 miliardi vivono con meno 2 Û al giorno. Questo è semplicemente intollerabile. Dobbiamo combattere la povertà facendo s“ che la globalizzazione si realizzi anche a favore dei poveri e non contro di essi è.
Partenariato per una globalizzazione sotto controllo
La Commissione è consapevole della responsabilità che le incombe. Per controllare la globalizzazione gli europei si fidano infatti più dell'Unione che di altre istanze eventualmente interessate. l'indagine Eurobarometro n. 55 (ottobre 2001) ne è una chiara riprova: il 36 % delle persone interrogate nutre più fiducia nell'Unione europea per controllare gli effetti della globalizzazione che nel proprio governo (il 25 %).
La globalizzazione consente di perseguire l'obiettivo dello sviluppo economico, dell'aumento della produttività e del miglioramento dei livelli di vita sul piano planetario.
Numerose economie in via di sviluppo se ne sono avvantaggiate. Ma le sole forze del mercato non possono realizzare un equilibrio sostenibile fra crescita economica e obiettivi sociali e ambientali.
Lo scarto crescente fra ricchi e poveri, il problema della povertà endemica in talune regioni del mondo, l'impatto talvolta irreparabile sull'ambiente, la vulnerabilità di talune economie rispetto all'instabilità dei mercati finanziari richiedono soluzioni concertate su scala globale e sforzi da parte di tutti: paesi industrializzati, paesi in via di sviluppo, imprese multinazionali, istituzioni internazionali, società civile.
Le azioni concrete per uno sviluppo sostenibile proposte dalla Commissione
Presentando la Strategia per uno sviluppo sostenibile nella primavera 2001, la Commissione europea si è impegnata a completare tale strategia con una comunicazione sulla dimensione esterna dello sviluppo sostenibile. La Commissione ha oggi tenuto fede al suo impegno. Nel presentare elementi costitutivi fondamentali per il prossimo Vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile a Johannesburg, la Commissione individua un certo numero di linee d'azione che mirano a:
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