LImperatore Diocleziano contribuì alla fine "temporanea” della Chiesa fondata da Gesù Cristo?

166.2K visualizzazioni

Monza: (Pietro Vitale) - Cari amici lettori, questo non vuole essere un titolo provocatorio, ad un certo punto, da una parte si ha il diritto di conoscere la verità e di esigerla, e dallaltra si ha il sacrosanto dovere di fornirla. Perché ai nostri giorni il silenzio più completo, da parte di chi sa e dovrebbe parlare, continua ancora a nascondere la verità sullargomento ed a fornire risposte evasive, deludenti e false alle predette domande?

Trattandosi, infatti, della Chiesa fondata personalmente da Gesù Cristo, non si può ragionevolmente pensare che essa sia destinata a scomparire definitivamente e per sempre dalla faccia della terra. è, infatti, nellottica teologica cristiana, che tutto ciò che Dio crea si debba configurare di illimitata durata.

Dio è eterno e non può creare che cose eterne. Le cose umane e fatte dagli uomini, invece, sono poco durevoli e spesso addirittura effimere. Così, infatti, sono i regni e gli imperi che si sono succeduti sulla ribalta terrena, così sono le città, le opere darte ed i preziosi volumi che contengono il pensiero dellumanità. Questo recita, ammonisce e sentenzia il libro dellEcclesiaste sulla "vanità” di tutte le cose umane. Orbene, cari lettori-visitatori, cerchiamo ora di capire insieme, perché anche le opere di Dio sulla terra, che in un certo senso sono fatte per essere eterne, tuttavia possono "temporaneamente” scomparire. Come ad esempio è il caso di tantissime specie sia di piante e di animali, una volta esistenti ed oggi del tutto estinte. Il Prof. Angelo Scarpulla, mio amico, (autore del volume Architettura Arte e Religione) individua una giustificazione che secondo me è del tutto plausibile: il motivo per cui lopera di Dio possa subire una fine sia pure temporanea, è da ricercare nel fatto che, trattandosi di beni destinati alla fruizione umana, cioè di beni regalati da Dio agli uomini, il Creatore abbia voluto condizionare la loro durata alla volontà dellutente, cioè luomo.

Lautore del volume, ci tiene a far sapere, di averlo scritto pensando a tutti gli amici della sua città natale (Barrafranca En) ed a coloro che vuole particolarmente bene, con lauspicio che essi, leggendolo, conoscono meglio le loro remote radici religiose e ne traggono il massimo vantaggio culturale e pratico, per aiutarli ad apprezzare maggiormente le loro scelte religiose, e a rafforzare ulteriormente la loro testimonianza cristiana ed ha vivere con maggiore consapevolezza la loro fede). Le numerose profezie messianiche, contenute nella Bibbia e note a noi credenti, ci rassicurano in proposito in quanto sappiamo che presto o tardi Dio interverrà per mettere fine allattuale degrado e per ripristinare lordine, lintegrità e la bellezza su tutta la terra. Ed è lo stesso motivo che ci aiuta a non angosciarci di fronte al problema della scomparsa totale della Chiesa di Gesù Cristo su tutta la crosta terrestre, che sarà largomento della prima parte di questo lavoro. Questo mio lavoro sarà articolato in due parti.

La prima è essenzialmente costituita dalla ricerca su questo interrogativo: La Chiesa fondata personalmente da Gesù Cristo scomparve del tutto tra la fine del secolo III e linizio del secolo IV, cioè durante la persecuzione scatenata dallimperatore Diocleziano? La seconda parte è caratterizzata sostanzialmente dalla ricostruzione storica ed ideale di come nacque la Chiesa Cattolica, che limperatore Costantino fondò dieci anni dopo la scomparsa di quella fondata personalmente da Gesù Cristo, si prefigge dimostrare che la Chiesa fondata da Costantino , analizzata sia dal punto di vista dogmatico che da quello prammatico ed istituzionale, è del tutto diversa da quella creata da Gesù Cristo e su questo nono ci sono dubbi.

Chiedo scusa ai lettori per questa mia lunga introduzione, sperando che il mio lavoro, di ricerca sistematica nelle biblioteche vaticane e non, per la vastità e limportanza degli argomenti trattati ed anche per la sua importanza dimpostazione, piaccia al lettore, che ringrazio anticipatamente ed al quale auguro cordialmente buona lettura e d il classico "ad maiora”. Continua alla prossima….