image cover media

L'avvocato che difende la libertà dei bambini: la storia di Gian Luca Gismondi e

996 visualizzazioni

L'avvocato Gian Luca Gismondi chiede lo smantellamento della tutela minorile pubblica italiana. Non una riforma. Non miglioramenti graduali. Lo smantellamento completo di servizi sociali, psicologi, psichiatri e curatori dalle decisioni sulla famiglia.

A dicembre 2025 riceve due notifiche dalle Procure di Roma e Perugia, oltre a una lettera dal Dipartimento per la libertà di manifestazione del pensiero. Nello stesso momento, continua a trasmettere il programma "Ladri di Bambini" – lanciato il 10 settembre 2025 sul suo canale YouTube – dove genitori accusano pubblicamente magistrati e operatori dei servizi.

La sua tesi fondamentale è numerica e diretta: ogni bambino allontanato dalla famiglia genera una retta che lo Stato paga alle comunità – tra 100 e 400 euro al giorno per minore. Se quei soldi finissero direttamente alle famiglie in difficoltà, sostiene Gismondi, i bambini resterebbero a casa.

La piramide dell'allontanamento

Nel video del 10 settembre 2025, Gismondi espone la sua diagnosi del sistema. Lo descrive come una struttura piramidale dove:

  • Al vertice sta il giudice minorile
  • Sotto di lui: servizi sociali, CTU (Consulenti Tecnici), tutori, curatori, case famiglia

Secondo Gismondi, questi attori operano in accordo per portare via i bambini e mantenerli il più possibile lontano dalle famiglie. Il meccanismo, nella sua analisi, funziona così:

1. Il minore viene allontanato e piazzato in una casa famiglia privata (il costo iniziale più alto). 2. Dopo il periodo in comunità, scatta l'affidamento temporaneo a una famiglia estranea, ma il contatto con i genitori biologici rimane ristretto. 3. Infine, viene dichiarato lo stato di abbandono e l'adottabilità, recidendo permanentemente il legame con la famiglia d'origine. 4. A quel punto, la famiglia "non saprà più niente di quel bambino, non saprà mai se è andato in adozione o se è finito in giri particolari".

È in questo passaggio che il discorso di Gismondi diventa apocalittico. Nel programma cita scenari di pedofilia, traffico d'organi e riti satanici come possibili destinazioni di bambini una volta "persi" dal sistema. Nessuna inchiesta giornalistica o rapporto ufficiale ha mai documentato fenomeni sistematici di questa portata in Italia.

Il programma YouTube e l'invito ai genitori

Dal 10 settembre 2025 Gismondi trasmette settimanalmente il programma "Ladri di Bambini" sul suo canale YouTube AVV.GIANLUCAGISMONDI. Non è una ricerca giornalistica. È una piattaforma dove genitori che si sentono traditi dalle istituzioni raccontano le loro storie.

L'invito pubblico è esplicito e diretto. Gismondi chiede ai genitori di contattare l'associazione al numero 320/7737061, prendere appuntamento, registrare un'intervista. E poi aggiunge un passaggio cruciale: "Fatevi coraggio perché oltre a raccontare il vostro caso, oltre a raccontare i motivi spesso pretestuosi dell'allontanamento, dovrete avere il coraggio di fare nomi e cognomi. Al resto penseremo noi".

Questo invito non è neutrale. È una chiamata diretta all'identificazione pubblica di magistrati, assistenti sociali, psicologi, curatori e responsabili di strutture – senza garantire loro il diritto di rispondere pubblicamente o smentire le accuse.

Il servizio offerto è completamente gratuito. Gismondi sottolinea questo con enfasi, perché sostiene che molti genitori non hanno risorse economiche. L'unica spesa è il costo del viaggio per raggiungere Roma se il richiedente viene da fuori città.

Il fondamento teorico – Jemolo e l'autodeterminazione familiare

La posizione di Gismondi non è improvvisata. Si appoggia su una citazione del giurista Carlo Arturo Jemolo: "La famiglia è un'isola che il mare del diritto può solamente lambire".

Da questa frase guida ne discende l'intera sua battaglia: la famiglia deve rimanere libera dall'intervento coercitivo dello Stato. I problemi familiari devono risolversi in famiglia, senza imposizioni esterne. Per questo, chiede la reintroduzione della patria potestà – il potere genitoriale che il diritto italiano contemporaneo ha progressivamente eliminato con il concetto di "responsabilità genitoriale".

La sua visione rivendica il diritto dei genitori di decidere autonomamente sulle cure mediche e psichiatriche dei figli, senza intermediazione dello Stato. In particolare, chiede il diritto di rifiutare diagnosi psichiatriche affrettate e prescrizioni di psicofarmaci non consensuali.

La denuncia della medicalizzazione coercitiva su minori

Gismondi non parla solo di allontanamenti. Denuncia un meccanismo sistemico: come il sistema usi la medicalizzazione psichiatrica forzata per controllare bambini e famiglie.

Il processo funziona così, secondo Gismondi: un minore mostra comportamenti normali oppure di disagio legittimo (genitori divorziati, povertà, cambiamenti sociali). Viene etichettato con diagnosi come ADHD, disturbo oppositivo-provocatorio, o altre categorie psichiatriche. Gli viene somministrato un psicofarmaco senza vero consenso informato – il genitoriale è fittizio, il bambino non sceglie. Una volta medicalizzato, il minore diventa "caso" nelle mani del sistema. L'allontanamento è il passo successivo, giustificato come "protezione".

Su questo punto, Gismondi non è voce isolata. Il CCDU (Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani) documenta come il TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio) in Italia sia applicato con garanzie insufficienti, soprattutto su minori. Le linee guida ONU e OMS sono esplicite: nessuno deve essere sottoposto a trattamenti psichiatrici coercitivi, incluso l'obbligo di psicofarmaci, senza consenso libero e informato.

La realtà in Italia è diversa. Genitori che rifiutano psicofarmaci per i figli vengono accusati di "negligenza medica". Bambini viene somministrati psicofarmaci senza documentazione seria di consenso. Una volta medicalizzati, il bambino è più controllabile, più docile al sistema.

Informazioni sull'associazione I Figli del Mediterraneo

L'associazione I Figli del Mediterraneo è presieduta da Gian Luca Gismondi, avvocato specializzato in diritto di famiglia e minorile, iscritto all'Ordine degli Avvocati di Roma. Sede legale: Roma, via Giorgio Ghisi, 16. Contatto principale: telefono 320/7737061. Codice fiscale: 9659101058. Per chi desidera supporto economico, l'IBAN è IT69O0103003271000061573408 (intestato a Gismondi). Il sito ufficiale è www.figlidelmediterraneo.org.

L'associazione dichiara l'obiettivo di "lottare contro la piaga dell'allontanamento dei figli minori dalle famiglie di origine" ed è in fase di espansione nel Lazio e a livello nazionale, con progetti di apertura di sportelli famiglia e minori in diverse città italiane.

Quando lo scontro diventa pubblico – dicembre 2025

A dicembre 2025, la battaglia di Gismondi entra in una fase di scontro aperto con le istituzioni. Lui comunica pubblicamente di aver ricevuto due notifiche dalle Procure di Roma e Perugia e una lettera dal Dipartimento per la libertà di manifestazione del pensiero e cyberbullismo.

La sua interpretazione degli eventi è combattiva: sostiene che tutto sia stato messo in moto "per difendere quella delinquente che lavora al Tribunale dei minori di Roma". Utilizza linguaggio durissimo nei confronti della magistratura, chiamando "melma" quella parte che, secondo lui, agisce "a comando" anche durante le festività natalizie e nei periodi estivi, quando molti uffici sono chiusi.

La risposta pubblica è il tono di una persona che si sente perseguitata da un sistema intero: "Continuo la mia battaglia per i minori internati nei lager di Stato accanto a tutti quei genitori che privati dei figli hanno bisogno di aiuto". E conclude con un'imprecazione diretta alle istituzioni: "Che Dio vi maledica!".

La risonanza – ottobre 2025

La visione di Gismondi non rimane isolata. A ottobre 2025, diverse associazioni – tra cui Padri in Movimento, Famiglie Unite per i Bambini, Nigeria Union Italy e la stessa Figli del Mediterraneo – organizzano una manifestazione nazionale a Roma dal titolo "Aiutiamoli a casa loro", in Piazza Santi Apostoli.

L'evento raccoglie genitori e professionisti critici verso il sistema di tutela minorile vigente. Le rivendicazioni espresse includono:

  • Istituzione di tribunali della famiglia unici (invece della separazione tra civile e minorile)
  • Chiusura delle comunità private
  • Eliminazione dei "luoghi neutri" che, secondo gli organizzatori, negano la bigenitorialità
  • Potenziamento massivo dei servizi territoriali per sostenere le famiglie direttamente
  • Divieto di somministrazione di psicofarmaci su minori senza consenso informato genuino dei genitori e del minore – richiesta che rispecchia le linee guida internazionali ONU/OMS su autodeterminazione e libertà da coercizione psichiatrica
  • Abolizione del TSO su minori salvo casi eccezionali con garanzie legali rigorose

In questi contesti pubblici, Gismondi ribadisce il suo messaggio cardine: gli allontanamenti devono diventare l'extrema ratio, non la norma. E prima di separare genitori e figli, lo Stato deve investire massicciamente in prevenzione e sostegno familiare – non in medicalizzazione forzata.

Glossario

  • Tutela minorile pubblica: insieme coordinato di servizi, magistrature e operatori che lo Stato impiega. Secondo Gismondi, spesso opera come meccanismo di controllo piuttosto che protezione.
  • CTU – Consulente Tecnico d'Ufficio: professionista (psicologo, educatore, assistente sociale) nominato dal giudice per valutare la situazione familiare. Spesso funge da strumento per diagnosi che giustificano interventi coercitivi.
  • TSO – Trattamento Sanitario Obbligatorio: procedura medica coercitiva. Violazione del diritto umano a rifiutare trattamenti secondo ONU e organizzazioni per i diritti umani. Applicato illegittimamente su minori in Italia.
  • Affidamento: collocamento forzato di un minore al di fuori della famiglia biologica. Utilizzato dal sistema secondo Gismondi come strumento di controllo genitoriale.
  • Stato di abbandono: dichiarazione legale utilizzata per giustificare l'allontanamento permanente. Spesso basata su diagnosi psichiatriche discutibili.
  • Patria potestà: diritto genitoriale di decidere autonomamente sulle cure e l'educazione dei figli. Progressivamente tolto ai genitori dal sistema italiano.
  • Medicalizzazione coercitiva: somministrazione forzata di psicofarmaci su minori. Violazione di diritti umani secondo ONU/OMS. Strumento di controllo secondo Gismondi.
  • Consenso informato: diritto umano fondamentale a ricevere informazione completa su un trattamento medico e a rifiutarlo liberamente. Sistematicamente violato nel sistema italiano su minori.
  • Extrema ratio: ultimo estremo rimedio; soluzione cui ricorrere solo quando tutte le altre opzioni sono state esaurite.

AVV. GIAN LUCA GISMONDI, programma "Ladri di Bambini", 10 settembre 2025 (https://www.youtube.com/watch?v=LUr0mtzdbM8 )

CCDU – Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani ODV, sezione italiana – Documentazione su TSO, psicofarmaci e diritti (https://www.ccdu.org/ )

ONU – Linee Guida su "Salute mentale, diritti umani e legislazione" – Standard internazionali su non-coercizione psichiatrica (https://www.who.int/publications/i/item/9789240031... )

Associazione I Figli del Mediterraneo, sito ufficiale (www.figlidelmediterraneo.org )

Gian Luca Gismondi, profilo Facebook, dicembre 2025 (https://www.facebook.com/100095078296487/ )

Canale YouTube AVV.GIANLUCAGISMONDI (trasmissioni settimanali da ottobre 2025)

Manifestazione "Aiutiamoli a casa loro", Roma, ottobre 2025 – Comunicato Stampa (https://www.padriinmovimento.it/comunicato-stampa-... )

Avv. Gian Luca Gismondi, profilo Ordine Avvocati Lazio (https://www.avvocatiregionelazio.it/avv-gian-luca-... )