Milano, 12 gennaio. L'assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso ha fatto visita all'Ospedale Niguarda per aggiornare sulla situazione clinica dei pazienti trasferiti dalla Svizzera dopo l'incidente di Crans-Montana. Alcuni mostrano miglioramenti, anche se le prognosi rimangono riservate.
Dodici persone sono attualmente ricoverate nella struttura milanese. I numeri: sette intubati in terapia intensiva, cinque seguiti dal Centro grandi ustioni. Gli altri due sono in condizioni più stabili e potrebbero lasciare la terapia intensiva nei giorni prossimi.
La sfida più ardua non è legata alle bruciature in sé, bensì ai danni respiratori. Bertolaso ha spiegato come l'inalazione di sostanze tossiche abbia innescato infezioni polmonari complesse, in certi casi sostenute da più microrganismi contemporaneamente. Questo rende il quadro delicato, forse ancora più delicato delle ferite cutanee stesse.
"Come se stessimo curando i nostri figli", ha detto Bertolaso riferendosi all'intensità dell'impegno medico. Ogni seduta di medicazione dura più di due ore. Per un singolo paziente, vengono mobilitati fino a quattro infermieri. Non è un dato astratto: significa turni lunghi, concentrazione assoluta, ripetizione di gesti complessi in un ambiente saturo di tensione.
Tre nomi chiave nel coordinamento: Alberto Zoli, direttore generale del Niguarda; Massimo Lombardo di AREU; lo stesso Bertolaso. Hanno confermato che Regione Lombardia è attrezzata per accogliere ulteriori pazienti se fosse necessario. La rete non è al limite.
Il trasferimento dalla Svizzera — secondo quanto riferito — è stato di "straordinaria complessità". AREU ha orchestrato l'operazione, riuscendo a mantenere la continuità assistenziale durante il tragitto. Non è routine, anche se il sistema sanitario lombardo ha dimostrato di gestirla come tale.
Nei prossimi giorni, i medici valuteranno chi è abbastanza stabile da poter essere trasferito in altre strutture, magari più vicine alle regioni di provenienza. Non è una dimissione, ma uno spostamento tattico che potrebbe alleggerire il carico sul Niguarda e contemporaneamente facilitare i contatti familiari.
Contesto amministrativo e risorse
La gestione dell'emergenza coinvolge diversi livelli istituzionali. Regione Lombardia, attraverso l'assessorato al Welfare guidato da Guido Bertolaso, coordina le scelte strategiche e garantisce il supporto finanziario e organizzativo. L'Ospedale Niguarda, polo ospedaliero milanese con competenze di eccellenza nazionale, mette a disposizione i reparti di terapia intensiva e il Centro specializzato in grandi ustioni. L'AREU (Agenzia Regionale Emergenza Urgenza) gestisce il trasporto dei pazienti critici, coordinando percorsi di elevata complessità tra strutture diverse.
Glossario
- Terapia intensiva: reparto ospedaliero dove vengono monitorati 24 ore al giorno pazienti con compromissioni organiche gravi, spesso con ausilio di ventilatori meccanici (intubazione).
- Centro grandi ustioni: specialità medica e chirurgica dedicata al trattamento delle ustioni estese, che richiede competenze multidisciplinari e protocolli specifici.
- AREU: Agenzia Regionale Emergenza Urgenza, struttura lombarda responsabile dei trasporti sanitari d'emergenza e della gestione delle urgenze territoriali.