Ue BACCHETTA L'ITALIA E 8 PAESI: ELIMINARE I CONTROLLI SCHENGEN

Ue BACCHETTA L'ITALIA E 8 PAESI: ELIMINARE I CONTROLLI SCHENGEN

La Commissione europea raccomanda a Italia, Austria, Germania e altri 6 Stati di rimuovere gradualmente i controlli alle frontiere interne

La Commissione europea ha richiamato l'Italia e altri 8 paesi dell'area Schengen a eliminare gradualmente i controlli temporanei alle frontiere interne. Secondo l'esecutivo UE, i limiti alla libera circolazione "non possono protrarsi per sempre" e non si possono estendere per più di un anno senza giustificazione.

Il parere della Commissione riguarda Austria, Danimarca, Francia, Germania, Paesi Bassi, Norvegia, Slovenia, Svezia e Italia. Si tratta di stati che hanno reintrodotto di fatto le frontiere interne attraverso proroghe successive dei controlli.

Cosa dice il diritto Schengen

La libera circolazione sancita dall'accordo Schengen è entrata in vigore nel 1995 ed è uno dei pilastri dell'Unione. Il Codice frontiere Schengen permette agli stati di sospendere il regime per sei mesi, prorogabili fino a due anni, in caso di minacce come terrorismo, grandi eventi o migrazione.

La Commissione non autorizza i controlli, ma quando durano oltre 12 mesi deve emettere un parere non vincolante sulla necessità e proporzionalità. Nel 2022 la Corte dell'UE ha stabilito che uno stato non può prorogare indefinitamente i controlli invocando la stessa minaccia.

In sintesi, i controlli alle frontiere interne devono essere temporanei e proporzionati, non definitivi.

Il caso Italia

Il governo italiano ha notificato controlli su tutte le frontiere per il G7 del giugno 2024, in aggiunta a quelli introdotti alla fine del 2023 al confine con la Slovenia. Questi ultimi sono stati rinnovati più volte e sono in vigore fino al 18 dicembre.

Roma giustifica ogni proroga con elementi nuovi: "persistente minaccia di infiltrazioni terroristiche nei flussi migratori lungo la rotta dei Balcani occidentali, crisi in corso in Medio Oriente e Ucraina, elevato livello di migrazione irregolare, inclusa una forte presenza di reti criminali di contrabbando e traffico di esseri umani".

La reazione della Lega

Il parere di Bruxelles ha provocato l'ira della Lega. Il Carroccio ha respinto l'indicazione europea: "Decidiamo noi come, quando, per quanto e chi controllare ai nostri confini per proteggere gli italiani, non Bruxelles".

Cosa cambia con il nuovo Patto migrazione

Il Patto migrazione entrerà in vigore il 12 giugno 2026. Insieme ai nuovi sistemi digitali Entry/Exit System (EES) ed Etias, dovrebbe rafforzare il controllo delle frontiere esterne e limitare i movimenti irregolari nell'area Schengen.

Bruxelles fa notare che queste misure creano le condizioni per una graduale riduzione dei controlli alle frontiere interne. L'obiettivo è accompagnare gli stati verso una progressiva normalizzazione.

Il recente accordo UE sul regolamento rimpatri dovrebbe portare a espulsioni più efficaci con l'introduzione del foglio di via europeo. Serviranno però gli atti esecutivi della Commissione entro sei mesi.

Voi cosa pensate dei controlli alle frontiere: sono necessari per la sicurezza o vanno eliminati per rispettare Schengen?

Perché la Ue richiama questi Paesi

In pratica, la Commissione interviene su un punto delicato: i controlli alle frontiere interne sono pensati come eccezione, mentre la regola nello spazio Schengen resta la libera circolazione delle persone.

Il richiamo di Bruxelles nasce dal timore che misure nate come temporanee diventino una nuova normalità, con controlli prolungati che, di fatto, limitano la libertà di movimento dentro l’Unione.

Sul fondo resta un equilibrio non semplice: da un lato gli Stati invocano sicurezza, terrorismo e gestione dei flussi, dall’altro la Commissione chiede di non svuotare nei fatti la libertà di circolazione su cui si regge Schengen.

Informazioni

Paesi interessati: Austria, Danimarca, Francia, Germania, Paesi Bassi, Norvegia, Slovenia, Svezia e Italia.

Temporaneità dei controlli: i controlli alle frontiere interne possono durare 6 mesi, prorogabili fino a un massimo di due anni.

Parere della Commissione: la Commissione europea non autorizza i controlli, ma se superano i 12 mesi deve esprimere un parere non vincolante sulla loro necessità e proporzionalità.

Patto migrazione: il Patto migrazione entrerà in vigore il 12 giugno, insieme ai nuovi sistemi digitali Entry/Exit System (EES) ed Etias, con l’obiettivo di rafforzare il controllo delle frontiere esterne e limitare i movimenti irregolari nell’area Schengen.

Controlli Italia‑Slovenia: al momento sono in vigore i controlli al confine con la Slovenia fino al 18 dicembre, motivati da una persistente minaccia di infiltrazioni terroristiche nei flussi migratori sulla rotta dei Balcani occidentali, dalle crisi in Medio Oriente e in Ucraina e da un elevato livello di migrazione irregolare, compresa la presenza di reti criminali di contrabbando e traffico di esseri umani.

Domande frequenti

  • Perché la UE richiama l'Italia? I controlli alle frontiere interne non possono protrarsi oltre un anno senza giustificazione nuova e devono essere limitati
  • I pareri della Commissione sono vincolanti? No, sono pareri non vincolanti sulla necessità e proporzionalità dei controlli
  • Quando scadono i controlli al confine con la Slovenia? Il 18 dicembre 2026, motivati da minaccia terroristica e migrazione irregolare
  • Cosa cambia con il nuovo Patto migrazione? Il 12 giugno 2026 entreranno in vigore EES ed Etias per rafforzare il controllo delle frontiere esterne

Glossario

  • Schengen: Accordo UE che elimina le frontiere interne tra 29 paesi europei dal 1995
  • Entry/Exit System (EES): Sistema digitale UE per registrare ingressi/uscite di cittadini extra-UE, operativo dal 10 aprile 2026
  • Etias: Autorizzazione elettronica per viaggiatori esenti da visto nell'area Schengen
  • Patto migrazione UE: Pacchetto di riforme su migrazione e asilo che entra in vigore il 12 giugno 2026
  • Regolamento rimpatri: Nuovo regolamento UE che istituisce un sistema comune europeo per rimpatri più rapidi ed efficaci
  • Foglio di via europeo: Nuovo strumento del regolamento rimpatri per espulsioni più efficaci
  • Parere non vincolante: Raccomandazione della Commissione che gli stati non sono obbligati a seguire
  • Frontiere interne: Confini tra paesi dell'area Schengen dove normalmente non ci sono controlli