BAGHDAD -- Quella di lunedì è stata una giornata chiave per quanto riguarda la guerra in Iraq. Le truppe americane sono infatti penetrate a Baghdad con circa 100 carri armati e mezzi militari, conquistando il principale palazzo presidenziale di Saddam Hussein e distruggendo simbolicamente una statua del raìs.
l’inviato della CNN, Walter Rodgers, ha rivelato che i soldati Usa non hanno incontrato una grande resistenza e che anzi, al loro ingresso in città , si sono registrate "diserzioni di massa" tra i soldati iracheni che hanno abbandonato le proprie postazioni e sono fuggiti.
Confermata tuttavia la morte di quattro soldati Usa e due giornalisti nel corso della battaglia. I mattinata sono rimasti uccisi anche due Marines. l’autoblindo su cui viaggiavano è infatti stato colpito, mentre le truppe alleate tentavano di assicurarsi un ponte sul fiume Tigri, appena fuori Baghdad.
I vertici militari americani stanno adesso decidendo il da farsi: restare a sorvegliare le postazioni conquistate o ritirarsi per la notte? In base a quanto appreso da Rodgers, almeno tre battaglioni dovrebbero rimanere all’interno della capitale.
Nel frattempo nuovi bombardamenti hanno scosso, anche in serata, Baghdad. Nuvole di fumo si sono mescolate alla tempesta di sabbia che avvolge la zona, rendendo la visibilità limitata.
Due televisioni arabe hanno riferito che un complesso residenziale nel quartiere di Mansour è stato colpito provocando la morte di almeno otto persone e il ferimento di altrettante. Il comando centrale americano, a Doha, in Qatar, non ha ancora commentato la notizia.
Le truppe alleate sono avanzate anche sul fronte settentrionale conquistando un ponte chiave tra Mosul e Kirkuk.
Fonti miltari britanniche, infine, hanno affermato che le forze della Coalizione controllano ormai la città di Bassora, nel sud dell’Iraq, e hanno confermato il ritrovamento del corpo di Alì Hassan al-Majeed " conosciuto come Alì il chimico - tra le macerie della sua abitazione, bombardata dagli alleati. Alì era accusato di aver ordinato nel 1988 un attacco con armi chimiche contro la popolazione curda di Halabja.
Solo il ministro iracheno dell’informazione, Mohammed Said al-Sahaf, continua a negare i successi militari degli statunitensi. Gli stessi americani restano tuttavia prudenti. Il portavoce del Comando Centrale Usa, Capitano Frank Thorp, ha invitato alla calma: "Stiamo cauti " ha detto - la battaglia non è finita".
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