Lo ha detto oggi il ministro degli Esteri Franco Frattini, affrontando la questione Iraq in un intervento alla Camera, il giorno dopo i violenti scontri con i miliziani sciiti che ieri a Nassiriya hanno causato 12 feriti fra i bersaglieri italiani e 15 vittime fra gli iracheni.
"Sarebbe sbagliato abbandonare oggi l’Iraq, non servirebbe ad arginare l’ondata di violenza ed esporrebbe gli iracheni ad una sanguinosa guerra civile", ha detto Frattini in aula, rispondendo alle richieste giunte ieri da alcuni partiti dell’opposizione, che chiedevano la fine della missione militare e civile italiana in Iraq.
La missione italiana, che conta circa 3.000 militari ed è concentrata nel sud dell’Iraq a maggioranza sciita, ha ricevuto l’approvazione del Parlamento e i relativi finanziamenti fino al 30 giugno, data fissata per il passaggio di consegne dell’autorità dalla coalizione a guida Usa al governo iracheno.
'MISSIONE A SOSTEGNO DEGLI IRACHENI'
"È irresponsabile e contraddittorio chiedere che vi sia presto un governo legittimo iracheno e contemporaneamente chiedere il ritiro del nostro contingente militare che lavora per la pace", ha proseguito il ministro. "A chi ci chiede una precipitosa ritirata diciamo che noi ascoltiamo soprattutto gli iracheni".
Per il ministro degli Esteri quella in Iraq non è nè una guerra civile nè una rivolta sciita.
"È errato parlare di una guerra civile in atto, come è errato parlare di una rivolta degli sciiti... le violenze sono dovute a una milizia fuori legge che ha attaccato innanzitutto gi iracheni", ha detto Frattini riferendosi agli scontri dei giorni scorsi, che hanno provocato la morte di almeno 33 soldati delle forze di occupazione e di 170 iracheni in tre giorni.
"La missione italiana è a sostegno della popolazione e non siamo certo lì per reprimerla", ha concluso Frattini. "Credo che tutto il paese abbia l’obbligo morale di sostenere i militari italiani".
ITALIA SOSTIENE NUOVA RISOLUZIONE ONU
Il titolare della Farnesina ha anche detto che l’Italia sostiene con forza una nuova risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per accompagnare il processo di transizione politica dallo scioglimento della coalizione -- il 30 giugno -- fino alle elezioni che si svolgeranno all’inizio del 2005.
Rispondendo alle critiche dell’opposizione sul mancato coinvolgimento dell’Onu nella missione irachena, il ministro ha detto che "per sua esplicita ammissione l’Onu non è in grado di sostituirsi alle forze militari della coalizione" e ha ribadito che la missione militare a guida Usa in Iraq è legittimata dalla risoluzione 1511 del Consiglio di sicurezza.
Il ministro ha poi definito superate le divisioni emerse fra i paesi dell’Ue sulla guerra in Iraq decisa dagli Stati Uniti, riaccese dai timori sulla sicurezza in Europa dopo gli attentati di Madrid dello scorso 11 marzo
"Nell’ultimo Consiglio europeo di pochi giorni fa, l’Europa ha ritrovato un'unità di intenti nella determinazione a prestare assistenza all’Iraq a riprova del superamento delle divisioni di ieri sulla guerra", ha detto alla Camera.
Frattini anche ribadito che l’Italia è favorevole ad un coinvolgimento della Nato in Iraq "non appena ci sarà un governo iracheno legittimato a chiedere in suo intervento sul terreno".
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