ROMA: Finalmente il Rientro in Italia per gli ormai ex Ostaggi italiani liberati oggi in IRAQ.
Sveglia alle ore 05:30 per la partenza Verso ROMA, arrivo previsto alle 12 ora italiana.
Le parole del Permier Berlusconi
"Ho appena finito di parlare con i nostri tre concittadini, che stanno bene. Mi hanno raccontato la loro condizione di prigionieri e sono sollevati".
Lo ha dichiarato dagli Usa il Presidente del Consiglio. "Abbiamo trascorso una nottata di ansia, in collegamento con Bagdad - ha aggiunto Berlusconi - Ieri è stato individuato il covo e, accertato che il numero di guardiani era scarso, solo due all’interno e un movimento limitato all’esterno, mi è stato richiesto di assumermi la responsabilità : l’ho fatto alle 11.30.
Sono partito per gli Usa con il cuore il gola e alle 13.00 ho saputo che l’operazione si era conclusa".
http://www.governo.it
La situazione dei tre ostaggi italiani liberati oggi in Iraq è sempre stata una priorità per il governo, ha detto il premier Silvio Berlusconi in collegamento con "Porta a porta", sottolineando di non avere mai temuto per la loro vita.
La situazione degli ostaggi "era il problema primo" di cui il governo si è occupato fin dal 12 aprile, data del sequestro di Salvatore Stefio, Umberto Cupertino e Maurizio Agliana assieme a Fabrizio Quattrocchi, ucciso due giorni dopo dai rapitori.
"Abbiamo perseguito molte strade, tra cui quella di tutti i Paesi di contorno all’Iraq, quella degli Ulema..., quella dei più prestigiosi esponenti politici", ha detto il premier, aggiungendo che però il governo non ha "mai trattato coi terroristi, coi rapitori".
Berlusconi ha detto di avere parlato con Stefio, Cupertino e Agliana: "Stanno bene, mi hanno raccontato le loro condizioni di prigionieri".
Il presidente del Consiglio ha spiegato che ieri sera era stato individuato il covo dei rapitori in Iraq, e che dopo una serie di accertamenti e l’acquisizione di nuovi elementi gli è stato chiesto "di assumermi la responsabilità di dare il via: l’ho dato alle 11.30, poi sono andato via (per il G8 a Sea Island) col cuore in gola".
Berlusconi ha detto di non avere mai temuto che la situazione degli ostaggi potesse precipitare: "Non l’ho mai temuto perché avevamo aperto tutta una serie di rapporti in cui era venuta fuori la nostra buona volontà ".
Il premier ha poi aggiunto che però si era "andati molte volte vicino a (situazioni che erano sembrate) risolutive".
http://www.reuters.com
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