Iraq, esplosioni davanti a chiese attacco coordinato: almeno 15 morti

VATICANO: Attacco mirato per fare crescere la tensione

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BAGHDAD - Diverse autobombe sono esplose Ieri davanti ad almeno sei chiese cristiane in Iraq uccidendo almeno 15 persone e ferendone molte altre in un attacco apparentemente coordinato.

Quattro autobombe a Baghdad, due a Mosul, nel nord del paese. Tutte contro le chiese di rito caldeo, armeno o latino: molti i morti e decine i feriti, anche se ancora non c’è un bilancio definitivo. Un crescendo impressionante di esplosioni tutte in rapida successione, tutte con la stessa tecnica, l’auto imbottita di esplosivo azionata probabilmente da kamikaze.

Si tratta dei primi attentati contro chiese cristiane in 15 mesi di rivolta.

Nella capitale è stato un vero e proprio bombardamento, quattro automezzi che saltano in aria uno dopo l’altro, due al centro della città , gli altri in zone più periferiche: un testimone ha raccontato che nella chiesa caldea, in un quartiere meridionale di Baghdad, l’autobomba è esplosa mentre i fedeli stavano uscendo dalla messa. Ha detto di aver contato almeno 12 morti. Poi in serata una vettura esplode davanti a un vecchio convento di rito caldeo. Accorrono poliziotti, soldati, autoambulanze e pompieri: i luoghi di culto hanno subito danni pesantissimi, soprattutto a Mosul, dove ci sono almeno due morti, intorno urla di fedeli terrorizzati e feriti.

È la prima volta che le comunità cristiane irachene, circa il 3 per cento della popolazione, subiscono un attacco di queste dimensioni, essendo per secoli convissute pacificamente con la maggioranza musulmana. Colpire in modo devastante e nelle stesse ore ben sei chiese e un convento vuol dire che qualcuno ha deciso di seminare il terrore contro questa minoranza religiosa, anche se per il momento non si capisce a quale scopo. Ma la situazione è pesante anche in altre zone del paese.

A Falluja si è combattuto per tutta la notte: il bilancio della battaglia è pesante, dodici morti e quaranta feriti. In mattinata in un altro attentato kamikaze, sempre a Mosul, contro una caserma della polizia, si sono contati cinque morti e una cinquantina di feriti.

"È terribile e peroccupante perché è la prima volta che le chiese sono prese di mira in Iraq", ha detto a Reuters un portavoce della Santa Sede. "Ed è persino più preoccupante perché la chiesa cattolica è sempre stata in prima linea nell’impegno per la pace e la solidarietà verso tutti".

Secondo gli iracheni le esplosioni, che hanno mandato in frantumi pezzi di lamiere e finestre, avevano l’intenzione di dividere le diverse comunità religiose in Iraq.

La prima autobomba è deflagrata di fronte ad una chiesa armena in un trafficato quartiere della capitale irachena, Kerrada, dove vivono molti cristiani.

La seconda è scoppiata circa 15 minuti dopo fuori da una chiesa assira nella stessa area. l’autista di un'ambulanza ha detto a Reuters che due persone hanno perso la vita nella seconda esplosione e molte altre sono rimaste ferite.

Un testimone Reuters ha visto almeno 12 morti dopo che un'auto è arrivata nel parcheggio di una chiesa Caldea nel quartiere di Doura a sud di Baghdad ed è esplosa mentre i fedeli lasciavano la messa.

Secondo la polizia almeno una persona è rimasta uccisa in una delle due esplosioni a Mosul.

"C'era un corpo intrappolato nell’auto che è esplosa", ha detto un poliziotto sulla scena della prima esplosione.

In Iraq vivono circa 800.000 cristiani, la maggioranza dei quali risiede a Baghdad.

TG5 / Reuters