RAPIMENTO SGRENA: TRA SPERANZE E TIMORI, SI MOLTIPLICANO APPELLI PER LIBERAZIONE

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IRAQ,- Alle incoraggianti notizie " ancorchè prive di riscontri e di dubbia attendibilità " diffuse ieri sera su una possibile liberazione dell’inviata del ’Manifesto’ Giuliana Sgrena, rapita a Baghdad venerdì scorso, e riprese stamani dai giornali iracheni, si sono aggiunte oggi rivendicazioni via Internet di una sua esecuzione che, pur giudicate infondate, hanno alimentato angoscia.

Il comunicato " il quinto della serie " è stato comunque considerato inattendibile sia per la sigla che rivendica l’uccisione della giornalista italiana (sedicenti e finora sconosciute ’Brigate dei Mujahiddin in Iraq’) ma anche per alcuni aspetti tecnici.

Il presidente delle comunità islamiche in Italia, Mohamed Nour Dachan, ha denunciato che con il rapimento della Sgrena, ma anche dell’inviata francese Florence Aubens, “si tenta di far tacere chi racconta cosa succede in Iraq”. Tra timori e speranze si stanno moltiplicando le iniziative per chiedere la liberazione della giornalista italiana. Stamani anche il preside e i professori della Facoltà di Lingue dell’Università di Baghdad hanno sottoscritto l’appello congiunto che la redazione del ’Manifesto’ ha diffuso ieri attraverso la televisione satellitare del Qatar ’al Jazeerà.

Il Consiglio nazionale di Pax Christi ha inviato una lettera aperta alla Sgrena " alla quale il quotidiano belga ’Le Soir’ dedica oggi la pagina del ’Personaggio del giorno’ " con un appello “ai tanti amici e amiche di religione islamica che vivono in Italia e in Iraq affinchè sostengano ogni sforzo utile alla tua liberazione in tempi brevi”. [EB]

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