NEW YORK - Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha approvato all’unanimità con una risoluzione l’invio di fino a 15 mila caschi blu per appoggiare l’esercito libanese parallelamente al ritiro progressivo delle forze israeliane, e mettere fine al più presto alle ostilità in Libano
La risoluzione, la numero 1701, esige "una totale cessazione delle ostilità ", con "una immediata cessazione da parte di Hezbollah di tutti gli attacchi e un'immediata cessazione da parte di Israele delle operazione legate all’offensiva militare".
I Quindici hanno inoltre deciso di ''autorizzare un aumento delle forze dell’Unifil fino a un massimo di 15 mila uomini'', per controllare la cessazione delle ostilità e garantire la distribuzione degli aiuti.
Prima del voto, poco prima delle 20:00 ora locale (le 02:00 di oggi in Italia) hanno preso la parola il segretario generale Kofi Annan, il segretario di Stato Usa Condoleezza Rice, il ministro degli esteri francese Philippe Douste-Blazy, il vicepremier del Qatar lo sceicco Hamad Bin Jassam Bin Jabr Al-Thani.
Voci contrastanti alla fine dove da un lato Kofi Annan rallegrandosi dell’approvazione imminente della risoluzione, ha anche mosso delle critiche, rammaricandosi delle lentezze del Consiglio di Sicurezza per rispondere al conflitto. il segretario di stato americano Condoleeza Rice ha insistito sul fatto che la risoluzione preparata da Washington e Parigi, definisce ''i principi politici per garantire una pace duratura nella regionè', mentre il ministro degli esteri del Qatar, unico paese arabo del Consiglio di Sicurezza, non la pensa esattamente a questo modo: Bin Jassam ha annunciato l’intenzione della Lega Araba di chiedere, a settembre a New York, a margine dell’assemblea generale dell’Onu, la convocazione di un Consiglio di Sicurezza ad alto livello, per ''rilanciare pace nella regionè', viste le crescenti tensioni nell’area.
Forti dubbi sono stati espressi dal Libano sulle possibilità che la risoluzione 1701 porti alla fine della guerra che devasta il Paese da un mese. Il ministro degli esteri a interim libanese Tarek Mitri ha rivolto aspre critiche a Israele nel discorso che ha pronunciato davanti al Consiglio dopo l’adozione all’unanimità della risoluzione definendo sproporzionata la risposta offensiva di Israele, fino al punto di essere oscena ed ingiustificabile.
Gli attacchi, ha proseguito, "hanno ucciso in quattro settimane più di 1.100 civili, un terzo dei quali bambini, a confronto dei circa 120 morti israeliani causati dai razzi".
l’esercito israeliano ha annunciato oggi di aver cominciato a estendere la sua offensiva terrestre nel sud del Libano e che le sue truppe stanno spingendosi verso il fiume Litani.
Avi Pazner, portavoce del governo di Gerusalemme, ha precisato che le operazioni proseguiranno finchè entrambi i governi chiamati in causa non avranno accettato la risoluzione votata al Palazzo di vetro.
E nel frattempo proseguono i raid aerei israeliani nel sud del Libano: almeno quattro civili sono rimasti uccisi nel villaggio di Kharayeb ed almeno quindici persone sono rimaste uccise in un precedente raid sul villaggio di Rshaf, sempre nella zona di Tiro, secondo fonti della sicurezza libanese.
Proseguono nel frattempo anche i lanci di razzi Hezbollah sulla Galilea.
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