SOMALIA: SU LADYSILVIA: “C’è un clima di tensione e di paura qui perché domani le autorità del Kenya dovrebbero espellere altre centinaia di profughi somali arrivati nei giorni scorsi”: lo ha detto alla MISNA una cittadina somala raggiunta per telefono nella città di confine di Liboi, in Kenya, 550 chilometri a nord-est della capitale Nairobi, da dove 400 rifugiati sono stati espulsi oggi verso la Somalia.

Secondo l’ufficio umanitario dell’Onu (Ocha), circa 4.000 somali attendono ancora in Somalia di poter varcare il confine con il Kenya, ma per il momento è impossibile dopo il blocco della frontiera terrestre; al momento sono raggruppati soprattutto nella cittadina somala di Dhooble che - secondo informazioni raccolte dalla MISNA - in queste ore è stata occupata dai miliziani del governo somalo di transizione e dai soldati etiopi.
“La chiusura dei confini da parte del Kenya costituisce una violazione delle leggi internazionali” dice alla MISNA Steve Ouma, vicedirettore esecutivo della ’Kenya Human Rights Commission’, un’organizzazione non governativa e indipendente attiva nel settore dei diritti umani, al telefono da Nairobi. “Se per motivi di ’pragmatismo’ il nostro governo vuole evitare l’arrivo in Kenya di esponenti delle Corti islamiche non può però impedire ai civili somali di abbandonare il loro paese” aggiunge l’esperto. Il Kenya, spiega Ouma, “sta cercando di rimanere neutrale di fronte alla crisi somala e la chiusura delle frontiere è dettata da questioni di sicurezza: ma davanti a problemi di giustizia e ingiustizia occorre prendere posizione. Non possiamo deportare somali che chiedono asilo nel nostro Paese”.
Resta il problema di come distinguere i civili in fuga dagli eventuali esponenti delle Corti islamiche, sconfitti nei giorni scorsi sia a Mogadiscio che a Chisimaio, il loro ultimo bastione nel sud della Somalia. “Il problema dei rifugiati somali non è nuovo per il Kenya” dice ancora alla MISNA il vicedirettore dell’organizzazione per i diritti umani, che in queste ore ha inviato una missione nella zona di Liboi, principale punto di passaggio tra i due paesi (il confine è di fatto quasi inesistente lungo i 700 chilometri di frontiera comune).
Nei pressi di Liboi, l’Alto commissariato Onu per i rifugiati (Acnur/Unhcr) ha allestito da tempo alcuni campi-profughi. “Dobbiamo garantire i diritti dei rifugiati senza pregiudicare la sicurezza del nostro paese: le autorità di Nairobi hanno gli strumenti adatti”.
Il Kenya ospita circa 160.000 rifugiati somali arrivati a partire dal 1991, anno della caduta di Siad Barre e dell’inizio del lungo caos somalo; nel 2006 ne sono arrivati 35.000. [EB]
FONTE: MISNA 3/1/2007