Prima delle 4 Giornate; l’insurrezione delle Quattro Giornate di Napoli, che permise la liberazione della città , ha un importante significato militare perché impegnò per giorni e costrinse alla resa le forze tedesche che si erano rafforzate. Oltre a partigiani antifascisti è da segnalare la presenza numerosa e qualificata di soldati e soprattutto di ufficiali con un forte sentimento di lealismo verso il Re e verso l’istituto monarchico.
Le Quattro Giornate hanno avuto un destino alterno sul piano della memoria, soprattutto attraverso il film "Le Quattro Giornate" di N. Loy, realizzato nel 1962.
Quella popolazione aveva attraversato 43 mesi di guerra, sopportato 105 bombardamenti aerei e contava 23.000 morti, abitazioni distrutte, disagi infiniti negli approvvigionamenti e nei servizi essenziali, l’internamento di 18.000 uomini da parte dei tedeschi, l’ordine di sgombero dell’area occidentale cittadina, la distruzione delle fabbriche e del porto. Non poteva accettare i tedeschi, divenuti nemici, che andavano uccidendo civili e rastrellando 3.000 uomini per deportarli a lavorare. Inoltre, l’orgoglioso popolo napoletano dell’ottobre 1943 non vuole essere da meno dei suoi antenati che, nel luglio 1547, si ribellarono all’Inquisizione spagnola imposta da un Imperatore (anche lui tedesco), come ricorda una lapide posta sulla facciata della Certosa di S. Martino. Così, le tre giornate del XVI secolo divennero quattro mezzo millennio dopo!
l’insurrezione di Napoli del 1943 è un’esempio di un grande moto di popolo scoppiato e condotto senza uno studio, un piano militare, una preparazione, un’organizzata metodica.
Il 1° settembre Napoli subì il suo 105° bombardamento dall’inizio della guerra. Azioni che, al limite di una morale che, anche in tempo di guerra, deve contraddistinguere l’operato di tutte le nazioni, causarono 22 mila morti, decine di migliaia di feriti, mutilati e dispersi tra la popolazione civile.
l’8 settembre venne annunciato l’armistizio e gli americani sbarcarono a Salerno. Il 10 e 1'11 settembre, soldati e ufficiali italiani, assititi dalla popolazione, resistettero tenacemente in alcune zone ai tedeschi, che temevano la rapida avanzata degli Alleati e si preparavano ad abbandonare la città . Furono numerosi gli atti di coraggio, di audacia e di resistenza patriottica, come in via S. Brigida, dove un Carabiniere Reale ed alcuni cittadini catturarono alcuni militari tedeschi mentre un'altro gruppo di insorti fece irruzione a Palazzo Reale, facendo prigionieri i tedeschi al suo interno.
Il 12 settembre i tedeschi instaurarono col terrore il loro pieno dominio mentre gli Alleati erano stati fermati all’Agro Nocerino. Al comandante tedesco Scholl Berlino dà l’ordine di non lasciare Napoli prima che sia ridotta "in cenere e fango". Dopo le case, anche l’Università venne invasa e incendiata, Castel dell’Ovo subì attacchi dai cannoni dei carri armati e gli otto ultimi difensori (marinai e soldati) furono fucilati di fronte al palazzo dell’Ammiragliato.
Il 12 e il 13 settembre furono uccise decine di militari italiani, 27 civili e 185 persone ricoverate negli ospedali. Oltre 4.000 tra militari e civili fatti prigionieri furono portati alla stazione per essere avviati alla deportazione ed al lavoro obbligatorio. Infine, il 13 settembre, Scholl pubblicava un terribile proclama datato alla vigilia, di cui offriamo un estratto:
1. Con provvedimento immediato ho assunto da oggi il Comando assoluto con pieni poteri della città di Napoli e dintorni.
2. Ogni singolo cittadino che si comporta calmo e disciplinato avrà la mia protezione. Chiunque però agisca apertamente o subdolamente contro le forze armate germaniche sarà passato per le armi. Inoltre il luogo del fatto e I dintorni immediati del nascondiglio dell’autore verranno distrutti e ridotti a rovine. Ogni soldato germanico ferito o trucidato verrà rivendicato cento volte.
3. Ordino il coprifuoco dalle ore 20 alle ore 6. Solo in caso di allarme si potrà fare uso della strada per recarsi al ricovero vicino.
4. Esiste lo stato d'assedio.
5. Entro 24 ore dovranno essere consegnate tutte le armi e munizioni di qualsiasi genere, ivi compresi I fucili da caccia, le granate a mano, ecc. Chiunque, trascorso tale termine, verrà trovato in possesso di un'arma, verrà immediatamente passato per le armi. La consegna delle armi e munizioni si effettuerà alle ronde militari germaniche.
6. Cittadini mantenetevi calmi e siate ragionevoli. Questi ordini e le già eseguite rappresaglie si rendono necessarie perché un gran numero di soldati e ufficiali germanici che non facevano altro che adempiere ai propri doveri furono vilmente assassinati o gravemente feriti, anzi in alcuni casi I feriti anche vilipesi e maltrattati in modo indegno da parte di un popolo civile.
Retroattivamente, il proclama cercava di giustificare i feroci delitti compiuti il giorno precedente, però non ebbe un gran risultato perché le armi non furono consegnate.
Dal 13 sino al 27 settembre Napoli subì un saccheggio che provocò la ribellione, incoraggiata da radio Londra e radio Bari e dall’avanzata della V Armata Americana e dell’VIIIa Armata inglese, anche se più lontana.
Il 24 Scholl ordinava una "zona militare di sicurezza" con lo sgombero di 300 metri lungo la fascia costiera del litorale che colpiva oltre 100 mila persone che in poche ore dovettero abbandonare quasi tutto.
Il 25 i posti di raccolta "per il servizio obbligatorio al lavoro nazionale" restarono deserti, solo 150 dei 30.000 si presentarono, e Scholl fece affiggere un avviso che minacciava l’immediata fucilazione di coloro che non si fossero immediatamente presentati. All’indomani i tedeschi rastrellarono uomini, vecchi, giovani, persino ragazzi, fucilarono sul posto chi tentò il minimo gesto di resistenza o venne trovato in possesso di un'arma. Il popolo sapeva che gli Alleati avevano già occupato Capri, Procida, Ischia, e decise di combattere piuttosto che lasciarsi deportare in Germania.
Giovanni Vicini
Centro Studi
Coordinamento Monarchico Italiano
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