Restano tre le ipotesi sull’incredibile incidente del grattacielo Pirelli a Milano: un'avaria al motore del piccolo aereo da turismo, un malore al pilota Gino Fasulo, 68enne con oltre trent'anni di esperienza di volo alle spalle, o - eventualita' più agghiacciante - atto deliberato del pilota stesso che avrebbe scelto il modo più clamoroso per suicidarsi.
La Procura milanese, inizialmente aveva scartato il suicidio, definendolo l’ipotesi meno attendibile. Il dirigente della squadra mobile, De Angelis, ha ora rettificato il tiro degli inquirenti: incidente, dovuto ad avaria o malore, e suicidio sono due ipotesi valide, ha precisato, allargando di nuovo l’orizzonte dell’inchiesta.
Centrale, comunque, risulta la figura di Fasulo, la sua vita avventurosa, i suoi guai finanziari, testimoniati anche da uno degli ultimi atti fatti prima del viaggio fatale. Era andato a Como per denunciare di essere vittima di una truffa: ai poliziotti italiani avrebbe fatto anche i nomi di chi gli aveva procurato le perdite che potrebbero essere alla base di una sua decisione, per ora solo ipotetica, di farla finita.
Chi gli è stato vicino, racconta la disperazione causata da una serie di colossali bidoni subiti in Francia e in Austria nel corso di alcune operazioni finanziarie illegali.
Nel quadro di tali illeciti, è stato arrestato a Nizza dalla polizia francese Sergio Landonio: sarebbe stato un referente di Fasulo in un giro illegale di cambio diassegni a cavallo tra estorsione e riciclaggio di denaro. Una nuova pista? Forse. Dall’autopsia su quel che resta del corpo di fasulo sono attese nuove indicazioni.
Accertamenti sull’incidente vengono stati svolti anche dalle autorita' elvetiche. Fasulo, origini campane, aveva il passaporto svizzero, e proprio da un aeroporto del Canton Ticino, Locarno, era partito con il suo Air Commander. Un aereo che aveva anche posto in vendita su Internet. In particolare è stato sentito il personale dell’aeroporto di Locarno dal quale il quadriposto condotto da Fasulo si era alzato in volo. È stato interrogato anche il cosiddetto capo-campo dell’aeroporto, Sandro Balestra.
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