Milano: Si è svolto questa mattina il convegno “Tubercolosi oggi: epidemiologia e approccio diagnostico” che ha riunito i principali esperti italiani e che ha visto la partecipazione dell’assessore alla Salute Giampaolo Landi di Chiavenna. Aprendo i lavori, l’assessore Landi ha confermato l’utilità della stretta collaborazione tra Assessorato alla Salute, università e volontariato, che a Milano si è concretizzata nel progetto “Immigrazione sana”. Negli ultimi mesi, grazie al progetto del Comune, sono stati sottoposti a controlli, sia per la tubercolosi che per le malattie sessualmente trasmissibili, oltre 2000 extracomunitari. Dalle visite è emerso che solo il 3% dei soggetti è stato vaccinato contro la TBC e che ben il 95% ha effettuato vaccinazioni nel Paese d’origine ma senza essere in grado di riferire quali.
L’assessore alla Salute ha sottolineato quindi l’importanza di introdurre nuovi e necessari provvedimenti legislativi in materia di immigrazione che rendano obbligatorie alcune fondamentali vaccinazioni per le persone che vengono da Paesi a rischio.
“Per quanto riguarda la TBC " ha specificato Landi " l’obbligatorietà di specifici controlli medici all’atto d’ingresso per chi proviene da Asia ed Europa dell’Est e Sudamerica, dove la malattia è ancora fortemente diffusa. Ricordo che a Milano e provincia ogni 100.000 abitanti si rilevano 25 nuovi casi all’anno di TBC. Incidenza assai superiore rispetto alla media nazionale”. Ed è molto probabile che si tratti di una sottostima dal momento che non tutti i casi vengono denunciati, soprattutto se si tratta di immigrati irregolari.
Landi ha segnalato che in una scuola di Milano si è verificato, circa 15 giorni fa, un nuovo caso di TBC. Si trattava di uno studente peruviano il cui caso ha richiesto l’intervento urgente dell’ASL che ha sottoposto l’intera scolaresca agli opportuni esami.
“L’allarme tubercolosi oggi, a livello mondiale, è verso le forme multi-resistenti " ha aggiunto l’assessore alla Salute -. La diffusione di cure incomplete o non correttamente somministrate ha causato l’insorgenza di ceppi resistenti agli antibiotici. Si tratta dell’1,6% dei nuovi casi di TBC in Italia e del 17,7% di casi tra pazienti già trattati in precedenza”.
Secondo l’ultimo report di “Immigrazione sana”, il 37% dei soggetti visitati dai medici non ha accesso alle strutture sanitarie statali e il 47% non si sottopone a controlli medici in Italia.
Dal dibattito è emersa poi una vera e propria emergenza di tipo diagnostico dal momento che si stanno verificando gravi errori per limitata esperienza e professionalità . Il dottor Luigi Codecasa, responsabile dell’Istituto Villa Marelli (Centro di riferimento regionale per la tubercolosi) e la professoressa Maria Rita Gismondo, direttore del Laboratorio di Microbiologia clinica del Polo Universitario Sacco e organizzatrice del convegno, hanno lanciato quindi un vero e proprio appello alle istituzioni competenti affinchè le diagnosi di laboratorio vengano centralizzate in solo due o tre sedi specializzate dal momento che la causa di errori è l’attuale polverizzazione di diagnosi, che rappresentare anche uno spreco enorme.
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