Cosenza: La morte di un 49enne, avvenuta il 3 maggio dello scorso anno, è all’origine dell’indagine “Due fiumi“, conclusa questa mattina dagli uomini della Squadra mobile di Cosenza con l’arresto di otto persone. L’accusa nei loro confronti è di produzione, traffico e detenzione di sostanze stupefacenti.
L’uomo fu trovato senza vita nel bagno dell’ospedale “Annunziata“ con ancora l’ago della siringa nel braccio, stroncato da una dosa letale di eroina.
Gli investigatori della mobile hanno iniziato ad indagare partendo dall’analisi del telefonino dell’uomo deceduto per overdose.
Dall’esame del traffico telefonico gli agenti hanno individuato un gruppo di persone da cui il tossicodipendente si riforniva, tutti messi sotto costante osservazione attraverso pedinamenti, appostamenti, intercettazioni telefoniche ed ambientali.
L’indagine ha messo in luce l’attività dell’organizzazione criminale composta da persone che facevano dello spaccio di eroina la loro principale fonte di sostentamento e che approfittavano delle estreme condizioni di tossicodipendenza dei loro clienti.
La banda distribuiva la droga in tutta la città, anche se prediligeva il centro storico della città, in particolare la zona dello Spirito Santo, di Piazza dei Valdesi e via Popilia.
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