REPUBBLICA DOMINICANA,Il bilancio industriale dei primi otto mesi dell’anno, per le cosiddette ’zone franche’ dominicane delle province di Santiago, La Vega e Espaillat, registra 23.200 posti di lavoro persi e 33 imprese chiuse: la sola Santiago , a causa della chiusura di 13 importanti aziende, ha perso 14.000 posti di lavoro, che generavano un monte salari mensile di quasi mezzo milione di dollari.
Le conseguenze della crisi - provocata secondo il governo dall’alto costo delle materie prime importate dall’estero, a cominciare dal petrolio - oltre che dalla scarsa competitività delle fabbriche dominicane e dalla concorrenza cinese soprattutto nel tessile, rischiano di essere gravi non solo per lo sviluppo del paese e per il prodotto interno lordo del 2005 ma anche, nel breve periodo, per le famiglie e, nel medio, per l’economia locale, alla quale verrà a mancare l’ apporto degli acquisti delle famiglie degli operai e degli impiegati delle aziende chiuse. A La Vega la chiusura di 17 imprese ha provocato 7.200 disoccupati, soprattutto nel settore tessile.
Gli altri posti di lavoro sono andati persi a Espaillat. [LL]
MISNA.ORG
Ultimi Articoli
Monopattini, Rc obbligatoria dal 16 luglio: cosa cambia davvero per chi circola in Italia e FAQ
Tentato strangolamento di due bambini a Brescia, La Russa: «Fatto gravissimo, bene la revoca del permesso di soggiorno»
M5 verso Monza, via libera agli atti: si apre la fase operativa
Gli 80 anni del Piccolo Teatro: da Brecht ad Arlecchino, una stagione di festeggiamenti per Milano
Patto per la Lettura, anche Sondrio tra i 61 firmatari dell’accordo regionale
Mostra ‘La mia Lombardia’, Ornella Piluso espone a Palazzo Lombardia fino al 3 luglio
Milano chiude OB-ESITI: 450 bambini nelle scuole infanzia coinvolti in 148 laboratori su cibo sano e movimento
Lombardia lancia il primo Patto per la lettura: coinvolti ospedali, carceri e Rsa
Lombardia, 96 milioni per l’housing sociale: 2.500 alloggi a canone calmierato