Forza-Italia; «Sbaglia e, sbaglia due volte, il presidente della Camera a indicare nel racket il primo colpevole della condizione dei lavavetri».
Cosi’ si è espresso Osvaldo Napoli, deputato azzurro e vice responsabile Enti locali di Forza Italia.
"Bertinotti commette il primo errore politico: se il racket e’ il colpevole, che cosa fanno e dove sono le forze dell’ordine e il loro responsabile politico, Giuliano Amato? Il secondo errore, piu’ grave, e’ sul piano istituzionale: con le sue affermazioni, il presidente della Camera trasmette al Paese un messaggio di rassegnazione di fronte al degrado della vita quotidiana nel nostro Paese". "I lavavetri sono le vittime piu’ recenti della sindrome di Stoccolma essi sono sfruttati, ma sono insieme vittime e complici dei loro sfruttatori.
Se un lavavetri finisce in galera, avrà un pasto sicuro senza correre rischi, e il racket disporrà di una pedina in meno per i suoi sporchi affari". "Da Bertinotti mi sarei aspettato una riflessione piu’ ampia: perche’ tanti lavavetri riescono a entrare in Italia e a finire negli incroci delle nostre strade? Nessuno sa davvero nulla del percorso seguito dal momento del loro ingresso in Italia? Ultima domanda ritiene Bertinotti, e con lui la maggioranza e il governo, che i lavavetri, molti dei quali di origine rom, abbiano diritto a una casa e a una politica di accoglienza oppure devono essere espulsi dall’Italia?".
Ultimi Articoli
Acqua — Quando un bicchiere racconta il livello di un servizio
Acqua da bere — Ieri accettabile, oggi in discussione, domani più sicura?
Demolizione auto: sono davvero così tante le aziende a cui affidarsi senza riserve?
Bambini e igiene orale — Il dentifricio naturale e commestibile che protegge davvero il loro sorriso
Divano letto per B&B - Salvaspazio, modulabile e Made in Italy
Lago di Como — La gestione su misura ridisegna il mercato degli affitti brevi
Madonna — Confessions on a Dance Floor (The Silver Collection): arriva in vinile con il mix continuo originale
Sigfrido Ranucci — Diario di un trapezista. Cronache di resilienza di un reporter
“4 minuti e 12 secondi” al Teatro della Quattordicesima: il thriller familiare sull’era digitale