Roma: di Marco Saba da Rubriche Ladysilvia, Anticipiamo questo documento sulla Bomba Atomica proposto da Massimiliano de Cristoforo.
Tra i risultati di una ricerca condotta sulla storia dell’Uranio, per la parte recente sull’Uranio Impoverito per conto dell’O.E.A - Osservatorio Etico Ambientale, vi è sicuramente un risvolto molto interessante che riguarda proprio l’inizio del progetto Manhattan.-
?Nel 1945 gli USA bombardarono il Giappone con due bombe atomiche, dopo aver effettuato la prima esplosione ad Alamogordo nel New Mexico (16 luglio 1945 - attenzione alla data!).-
Quello che i nostri lettori forse non sanno è da dove arrivava l’uranio utilizzato per queste ultime due esplosioni, Hiroshima (6 agosto 1945) e Nagasaki (9 agosto 1945). Intanto occorre precisare che si lanciarono due bombe sul Giappone, invece di una, per dimostrare che la prima non era l’unica e ultima bomba atomica posseduta dagli USA.-
E poi, e questa è la rivelazione, bisogna sapere che alcuni componenti fondamentali delle due bombe arrivarono dalla... Germania, da un carico che si vuole in origine destinato ad uno scambio di materiali bellici tra Hitler ed Hirohito, l’imperatore del Giappone. La versione comunemente accreditata dice che le prime tre bombe atomiche vennero prodotte dagli USA con un costo di due miliardi di dollari e cinque anni di lavoro di un'armata di scienziati di alto livello, con l’aiuto della Gran Bretagna. È vero che gli USA avevano avuto successo nell’arricchimento dell’uranio - il componente principale della bomba atomica - ma le prove scoperte indicano chiaramente che a causa della fretta e dei ritardi tecnologici, solo grazie alla sorprendente opportunità di poter ottenere dalla Germania i componenti necessari, che erano scarsi negli USA, fu possibile per il Progetto Manhattan di completare le sue bombe in tempo per il bombardamento sul Giappone previsto per la fine dell’agosto 1945.-
Quello che scioccherà il lettore sarà lo scoprire che questi materiali non vennero catturati durante una fortunata azione di guerra, bensì erano una contropartita di una transazione segreta tra la Germania e gli USA: l’accordo prevedeva che i nazisti ricevessero una garanzia d'impunità , ancorchè vivendo nascosti per decenni dopo la fine della seconda guerra mondiale, dopo essere fuggiti dall’Europa. Vi sono documenti degli Archivi di Stato degli USA a dimostrazione di questa tesi che gettano luce anche sulla politica di alcuni presidenti statunitensi nei decenni successivi all’armistizio. Si tratta proprio di effettuare una revisione storica di enorme portata, alla luce dei dati e dei documenti acquisiti, che chiarirà molti aspetti altrimenti destinati a rimanere oscuri.-
Tra questi documenti vi è la lista dei materiali immagazzinati all’interno del sommergibile tedesco (Unterseeboot) U-234 XB, tra i quali troviamo 560 kg di ossido di uranio in dieci contenitori ed altre tecnologie belliche naziste che all’epoca erano allo stato dell’arte. Ad esempio, due aerei jet da caccia Messerschmidt 262 completamente smontati (il Messerschmidt fu il primo aviogetto e venne utilizzato durante la seconda guerra mondiale).
Inoltre vi erano i silenziosi siluri a propulsione elettrica e vari progetti tra cui quelli per costruire i temuti missili V-2 a propulsione chimica ed i proiettili all’uranio impoverito destinati alla difesa contraerea. Un Messerchmidt 262 Schwalbe.
Le casse contenenti i caccia Me262 vennero trasferite presso la base aerea di Wright Field, Dayton (Ohio), dove l’ingegnere Bingewald provvide a ricostruirne un esemplare che, a quanto pare, volò nel maggio/giugno 1945. In seguito Bringewald diventerà il direttore del progetto per la costruzione del nuovo caccia a reazione F-105 Thunderchief (primo volo il 22/10/1955) ed era semplicemente l’evoluzione di un precedente (ma riuscitissimo) caccia: l’F-84 thunderjet, il quale fu impiegato in maniera considerevole dagli USA?nel dopoguerra, nella guerra di Corea e nelle prime fasi della guerra del Vietnam prima di essere sostituito proprio dall’ F-105. ?(Anche se appare illogico che gli USA volessero copiare il motore a reazione tedesco dato che?nè disponevano uno nel '42 (il Bell P-59 Airacomet, il quale compì il suo primo volo già il 1/10/1942) semmai la cosa può essere spiegata dal fatto che gli USA volessero capire fino a che punto si era spinta la ricerca tedesca. Servì insomma per aiutare gli ingegneri americani - Ndr).
l’esistenza del sottomarino U-234 (dal nome troppo casualmente corrispondente ad un isotopo dell’uranio) e del suo carico è un argomento di cui ogni tanto si vagheggia. l’elemento clou della discussione consiste nella seguente domanda: il carico trovato nel sommergibile è stato utilizzato nella guerra contro il Giappone? Fino ad oggi non vi erano prove, non lo si poteva dimostrare. Il primo indizio importante ritrovato consiste nella scoperta di un dispaccio segreto del Comando delle Operazioni Navali di Washington che indicava che l’uranio era stato immagazzinato per il trasporto in barili assieme a dell’oro. Ricerche successive mostrarono che l’oro, che è un metallo molto stabile, era semplicemente usato per poter maneggiare l’uranio già arricchito e allo scopo di evitare la contaminazione e la corrosione. l’uranio arricchito è una componente essenziale per la costruzione della bomba atomica, poichè è fissile.- ?In valuta del 1945, una oncia di uranio valeva 100.000 dollari, quindi non stupisce che si usasse dell’oro per isolarlo. l’oro non sarebbe stato usato se l’uranio trasportato fosse stato uranio naturale e non del tipo arricchito, poichè il valore dell’uranio naturale non avrebbe giustificato la spesa. Negli Stati Uniti, all’epoca, l’uranio naturale veniva trasportato in barili di acciaio o contenitori imbottiti senza alcun tipo di protezione contro la corrosione.
Un'altra prova del fatto che l’uranio trasportato dall’U-234 era uranio arricchito, viene dalla testimonianza di un marinaio del sommergibile che era presente al caricamento ed allo scaricamento dell’imbarcazione. Questo marinaio ha raccontato in due memorie che i container dell’uranio avevano la scritta "U-235" (nome ancora troppo casualmente corrispondente ad un isotopo dell’uranio) dipintavi sopra poco prima dell’imbarco. La sigla U-235 è quella che scientificamente indica l’isotopo 235 dell’uranio, ovvero l’uranio cosiddetto arricchito. Quello che rimane dal processo estrattivo, è invece il cosiddetto uranio impoverito, ovvero un uranio privato di circa la metà della quantità dell’isotopo U-235 normalmente presente nell’uranio naturale (ovvero 0,3 % invece del normale 0,7 %).
Lo stesso sommergibilista racconta che il personale della Marina degli Stati Uniti in seguito ha testato con dei contatori geiger alcune parti del sommergibile per verificarne la radioattività . Gli strumenti registrarono una forte contaminazione radioattiva. Senza capire il significato della scritta U-235, il marinaio pensava che l’uranio fosse stato dimenticato in Germania prima della partenza. Ovvero nel reattore per la produzione di plutonio che non funzionò ma che venne ampiamente pubblicizzato. Ma anche se prove evidenti dimostrano che l’uranio contenuto nel sommergibile era uranio arricchito, questo non vuol dire automaticamente che fosse stato usato nel conflitto col Giappone.-
Per provare che questi due episodi sono collegati, abbiamo copie di documenti degli archivi nazionali USA che dimostrano dei collegamenti tra il progetto Manhattan e il sommergibile U-234. Uno dei documenti è un cablogramma segreto, sempre dal comando navale di Washington, che ordina ad una pattuglia di tre uomini di prendere possesso del carico dell’U-234. Secondo il documento l’accompagnatore dei due uomini era il Maggiore John E. Vance del corpo del genio (l’Army Corps Engineer), il corpo che lavorava al progetto Manhattan. Altri documenti mostrano che poco dopo l’arrivo di Vance, quando venne fatto un ulteriore inventario del carico, l’uranio era scomparso dai materiali in carico alla Marina. Alcune trascrizioni di telefonate che avvennero circa una settimana dopo tra due agenti segreti del progetto Manhattan, attestano che il carico di polvere di uranio era consegnato ed affidato esclusivamente ad una persona indicata solo come "VANCE".
Sarebbe una coincidenza poco probabile che si tratti di un altro Vance e non dell’ufficiale che aveva fatto il sopralluogo sul sottomarino, e addirittura che si tratti di un'altra polvere di uranio e non quella catturata nell’imbarcazione. Un secondo collegamento documentario tra il Progetto Manhattan e l’U-234, che trasportava otto persone che non erano della ciurma oltre al pericoloso carico, era che due delle persone catturate avevano avuto contatti con un sedicente ufficiale dei servizi della Marina USA identificato in altri documenti come "Comandante Alvarez" o "Signor Alvarez". ?(nella stessa occasione (3 maggio, a Urfeld liberata) "catturarono" anche- Heisemberger, il "cervello" atomico più ambito dagli Usa.)
Questa persona -Alvarez- è quella -guarda caso- che ha preso in carico il prigioniero Dott. Heinz Schlicke, uno degli scienziati a bordo del sommergibile, che era appunto diventato prigioniero di guerra. Il Dott.Schlicke era un esperto di tecnologia delle alte frequenze, come ad esempio il radar e gli infrarossi. Cercando tra gli allievi ufficiali dell’Esercito e gli ufficiali di Marina tra il 1943 ed il 1945 non si sono trovati nominativi corrispondenti ad "Alvarez". Ma si sa che il Generale Groves, capo del progetto Manhattan, era solito fornire coperture militari a scienziati del progetto Manhattan per lasciarli operare più agevolmente, quando necessario, all’interno della struttura militare.-
Infatti troviamo Luis W. Alvarez indicato come uno degli eroi del progetto Manhattan e si tratta proprio dell’Alvarez che era chiamato "Comandante Alvarez", travestito da militare per ottenere informazioni scientifiche più facilmente dal Dott. Dr. Heinz Schlicke. Proprio Luis Alvarez era lo scienziato che all’ultimo momento tirò fuori dal cilindro la soluzione per far detonare contemporaneamente i 32 inneschi della seconda (in realtà della terza bomba, essendo stato tenuto nascosto fino a pochi anni fa il test ad Alamogordo), quella al plutonio, la bomba poi sganciata su Nagasaki.-
E pensare che prima di questa improvvisa soluzione gli uomini del Progetto Manhattan avevano lavorato un anno e mezzo senza cavare un ragno dal buco. Proprio Alvarez, secondo documenti dell’archivio di stato, era a capo dell’equipe di tre scienziati incaricati di trovare la soluzione per gli inneschi. Il Dott. Schlicke, mentre era a bordo del sommergibile, aveva in carico un nuovo sistema d'innesco a base raggi infrarossi. Ancora in un cablogramma segreto possiamo trovare traccia del fatto che Schlicke venne riaccompagnato a bordo del sommergibile da due ufficiali per ritrovare gli inneschi agli infrarossi che vi erano rimasti. Questi inneschi funzionano sul principio della luce ed alla velocità della luce.-
La prima bomba USA ad implosione, quella del New Mexico, aveva un sistema di innesco multi-punto basato su detonatori filocomandati e solamente in seguito si passò ad un sistema di accensione basato sulla luce per proteggerlo dalle interferenze elettromagnetiche che avrebbero potuto provocare un innesco accidentale. Allora si usavano come inneschi dei "thyrotron" all’idrogeno ad alta tensione prodotta da alimentatori ad alta tensione collegati con fili elettrici alla testata. Il sistema descritto invece è molto simile a quello del flash. Questo sistema d'innesco della detonazione è molto più accurato e meno suscettibile all’interferenza dei campi elettromagnetici. Le prove mostrano che Alvarez ed il Comandante Alvarez erano la stessa persona, inoltre Alvarez usò la tecnologia ad infrarossi del Dott. Schlicke per accendere simultaneamente i 32 inneschi risolvendo così il problema dell’accensione della bomba al plutonio, quindi la sua trasportabilità , quindi il suo impiego come arma. (segue.. alla fonte)
La redazione
il documento segue su Rubriche Prima e Seconda parte
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