Il 2 Giugno il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto un gruppo di 1.200 dirigenti, giornalisti e tecnici del quotidiano "Avvenire", del Canale televisivo Sat2000, del Circuito radiofonico InBlu e dell’Agenzia Sir, con il Cardinale Camillo Ruini, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), alla quale sono collegati i suddetti mezzi di comunicazione.
"Cari amici" - ha detto il Papa - "voi svolgete una funzione davvero importante: anche mediante il vostro contributo, infatti, trova continuità l’impegno dei cattolici italiani per portare il Vangelo di Cristo nella vita della Nazione".
Successivamente Benedetto XVI ha ricordato la nascita del quotidiano "Avvenire" per volontà di Papa Paolo VI negli anni che seguirono il Concilio Vaticano II e l’ampliamento dei mezzi di comunicazione cattolica al campo dell’emittenza radiotelevisiva.
"Per cogliere il significato complessivo del lavoro a cui vi dedicate ogni giorno" - ha spiegato il Santo Padre - "può essere utile una breve riflessione sui rapporti tra fede e cultura" in Europa. "La cultura europea, come ben sapete, si è formata attraverso i secoli con il contributo del cristianesimo. A partire poi dall’Illuminismo la cultura dell’occidente si è andata allontanando dai suoi fondamenti cristiani con velocità crescente. Specialmente nel periodo più recente la dissoluzione della famiglie e del matrimonio, gli attentati alla vita umana ed alla sua dignità , la riduzione della fede ad esperienza soggettiva e la conseguente secolarizzazione della coscienza pubblica, ci mostrano con drammatica chiarezza le conseguenze di questo allontanamento".
"Esistono tuttavia in varie parti d'Europa" - ha proseguito il Pontefice - "esperienze e modalità di cultura cristiana che si affermano o che nuovamente emergono con slancio crescente. In particolare, la fede cattolica è ancora sostanzialmente presente nella vita del popolo italiano e i segni di una sua rinnovata vitalità sono visibili a tutti".
"Nel vostro lavoro di comunicatori che si ispirano al Vangelo è pertanto necessario un costante discernimento" - ha sottolineato il Santo Padre ricordando che i Pastori della Chiesa in Italia "sono solleciti nel conservare quelle forme cristiane che provengono dalla grande tradizione del popolo italiano e che plasmano la vita comunitaria, aggiornandole, purificandole laddove è necessario, ma soprattutto rafforzandole e incoraggiandole. È anche vostro compito sostenere e promuovere le nuove esperienze cristiane che stanno nascendo e aiutarle a maturare una sempre più chiara consapevolezza del proprio radicamento ecclesiale e del ruolo che possono svolgere nella società e nella cultura dell’Italia".
Benedetto XVI ha parlato dell’opera dei comunicatori come "di un lavoro da compiere non in maniera astratta o puramente intellettuale, ma essendo attenti ai mille risvolti della vita concreta di un popolo, ai suoi problemi, ai suoi bisogni e alle sue speranze".
"Non stancatevi" - ha concluso il Pontefice - "di costruire dei ponti di comprensione e comunicazione tra l’esperienza ecclesiale e l’opinione pubblica. Potrete così essere protagonisti di una comunicazione non evasiva ma amica al servizio dell’uomo di oggi".
AC/MEZZI COMUNICAZIONE CEI/RUINI VIS 060602 (490)
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