CITTA' DEL VATICANO, (VIS). La mattina del 1 DIC. 2007, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in udienza i partecipanti al Forum di Organizzazioni non-governative (ONG) di ispirazione cattolica, convenuti in questi giorni a Roma, "per riflettere insieme sul contributo che (esse) possono offrire, in stretta collaborazione con la Santa Sede" - ha detto il Papa - "alla soluzione delle tante problematiche e sfide da affrontare dalla molteplice attività delle Nazioni Unite e delle altre organizzazioni internazionali e regionali!.
Ricordando la diversa provenienza dei membri del Forum, il Santo Padre ha sottolineato che: "Tutti, però, vi accomuna l’unica passione per la dignità dell’uomo, quella stessa passione che ispira costantemente l’azione della Santa Sede presso le diverse istanze internazionali".
Ricordando la cooperazione internazionale tra i Governi, Benedetto XVI ha osservato con soddisfazione alcuni dei risultati ottenuti "quali il riconoscimento universale del primato giuridico e politico dei diritti umani, (...) la fissazione di obiettivi condivisi per il pieno godimento dei diritti economici e sociali da parte di tutti gli abitanti della terra, la promozione della ricerca di un sistema economico mondiale giusto e, ultimamente, la salvaguardia dell’ambiente e la promozione del dialogo interculturale".
"Tuttavia, spesso il dibattito internazionale appare segnato da una logica relativistica che pare ritenere, come unica garanzia di una convivenza pacifica tra i popoli, il negare cittadinanza alla verità sull’uomo e sulla sua dignità nonchè alla possibilità di un agire etico fondato sul riconoscimento della legge morale naturale. Viene così di fatto ad imporsi una concezione del diritto e della politica, in cui il consenso tra gli Stati, ottenuto talvolta in funzione di interessi di corto respiro o manipolato da pressioni ideologiche, risulterebbe essere la sola ed ultima fonte delle norme internazionali".
"I frutti amari di tale logica relativistica nella vita internazionale" - ha detto ancora il Papa - "sono purtroppo evidenti: si pensi, ad esempio, al tentativo di considerare come diritti dell’uomo le conseguenze di certi stili egoistici di vita, oppure al disinteresse per le necessità economiche e sociali dei popoli più deboli, o al disprezzo del diritto umanitario e ad una difesa selettiva dei diritti umani".
"Auspico che lo studio e il confronto di questi giorni permetta di individuare modi efficaci e concreti per far recepire a livello internazionale gli insegnamenti della dottrina sociale della Chiesa. In tal senso, vi incoraggio ad opporre al relativismo la grande creatività della verità circa l’innata dignità dell’uomo e dei diritti che ne conseguono. Una tale creatività consentirà di dare una risposta più adeguata alle molteplici sfide presenti nell’odierno dibattito internazionale e soprattutto permetterà di promuovere iniziative concrete, che vanno vissute in spirito di comunione e libertà ".
"Occorre uno spirito di solidarietà " - ha ribadito il Papa - "che conduca a promuovere uniti quei principi etici non "negoziabili" per la loro natura e per il loro ruolo di fondamento della vita sociale. Solidarietà (...) che porti ad apprezzare le iniziative altrui, a facilitarle e a collaborare con esse".
Tutto ciò deve essere accompagnato, ha sottolineato ancora Benedetto XVI da "un autentico spirito di libertà , (che) vissuto nella solidarietà , spingerà l’iniziativa dei membri delle ONG ad espandersi in una vasta pluralità di orientamenti e di soluzioni circa le questioni temporali che Dio ha lasciato al libero e responsabile giudizio di ciascuno. Infatti, se vissuti nella solidarietà , il legittimo pluralismo e la diversità non solo non diventano motivo di divisione e concorrenza, ma sono condizione di maggiore efficacia".
AC/ONG CATTOLICHE/...
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