Rimini: Sono ventuno le persone finite in manette, questa mattina, nel corso di un’operazione della Squadra mobile di Rimini contro dei gruppi criminali accusati di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, estorsione e lesioni.
Decine di giovani donne venivano costrette, con minacce e violenze, a vendersi in strada o negli alberghi della zona.
Gli arrestati, sia uomini che donne, sono tutti stranieri: romeni, bulgari e un cinese gestore di un hotel del posto nel quale avvenivano gli incontri tra le ragazze e i clienti.
Dalle indagini della Polizia è emerso che ogni gruppo criminale era organizzato gerarchicamente con un capo al vertice, che dall’estero dirigeva e coordinava il lavoro delle ragazze tramite dei ’luogotenenti’ che amministravano i profitti dall’attività illecita svolta in Italia e inoltre si avvaleva anche della figura del ’controllore’.
Il controllore era quello che sorvegliava l’operato delle prostitute in termini di tariffe, modalità e tempistiche delle prestazioni sessuali, garantendo alle donne protezione qualora ne avessero bisogno.
Infine c’era la figura del ’caporale’ che in genere era una prostituta fidata che aveva il compito d’istruire le nuove leve di volta in volta spiegando loro che tipo d’abbigliamento da indossare e l’atteggiamento da tenere per adescare i clienti.
Ultimi Articoli
Maker Faire Rome 2026, Gualtieri presenta Julia 3.0: l’AI ufficiale di Roma
Roma, via libera a 26 progetti per il commercio di prossimità: richiesti 2,6 milioni di euro
Meteo del weekend e ora solare: temperature in calo, il 25 ottobre lancette indietro
M6 Milano, il 24 ottobre si apre il confronto con i cittadini sulla futura metropolitana
Lombardia, 900.000 euro per bande, cori e gruppi folk: domande dal 20 novembre
Lombardia, 20 milioni per l’accesso al credito di imprese e lavoratori autonomi
Lombardia, 1,1 milioni per eliminare le barriere architettoniche: previsti 263 interventi
Carlo Buccirosso in scena con “Qualcosa è andato storto!”
Ilze Brands Kehris nominata rappresentante speciale dell’UE per i diritti umani