Festival Alimentazione. Landi: Siamo quello che mangiamo

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Milano: Cibo e salute i temi al centro della tavola rotonda che si è svolta questo pomeriggio a Palazzo Affari ai Giureconsulti nell’ambito del Festival Internazionale dell’Alimentazione, alla quale ha preso parte l’assessore alla Salute Giampaolo Landi di Chiavenna.

“Noi siamo quello che mangiamo " ha detto Landi in apertura del suo intervento -. Uno slogan che racchiude un significato profondo. Perchè l’alimentazione, nella società moderna, deve essere innanzitutto un terreno privilegiato di prevenzione delle malattie”.

“Il neonato, il lattante e l’adolescente " ha proseguito l’assessore - saranno i nostri cittadini di domani e perché siano sani da grandi dobbiamo vincere la sfida di oggi, cominciando subito con una alimentazione adeguata, bilanciata e corretta, e costruendo la cultura dei corretti stili di vita sin dalla prima infanzia”.
“Milano in cammino verso Expo 2015 " ha detto ancora Landi - può essere ancora una volta, anche grazie alla sua peculiarità e al suo Assessorato alla Salute, in sinergia con le altre istituzioni ed eccellenze cliniche presenti, il laboratorio di un progressivo cambiamento delle abitudini nutrizionali e di vita, a partire da quelle dei nostri ragazzi. Quando si parla di sovrappeso, obesità , disturbi dell’alimentazione (anoressia, bulimia), non si tratta di problemi di natura estetica ma di una vera e propria malattia. La riduzione della sedentarietà , la promozione di una vita attiva, le abitudini nutrizionali corrette non bastano più per contrastare questi fenomeni. Si è parlato tanto della qualità del rapporto genitori/bambini, ma oggi deve esserci un ritorno di quantità di tempo a loro dedicato, per cui non ci sarà prevenzione o formazione corretta senza quella alleanza importante, forte, necessaria all’interna della famiglia. Il nostro compito dunque è educare per educare e fare in modo che i genitori tornino a essere guida per le future generazioni”.

Per quanto riguarda i dati sull’obesità , i numeri allarmanti mostrano come questo problema sia non solo sanitario, ma anche educativo e sociale.

“Ecco un dato che ci deve far riflettere " ha spiegato l’assessore alla Salute -: il 45% dei milanesi è in sovrappeso o obeso. E lo è pure un bambino su tre. Percentuali molto, troppo elevate. C’è molta attenzione da porre al problema soprattutto riguardo l’età infantile. Inoltre bisogna considerare l’impatto sociale di questa condizione: 7 bambini su 10 oggi in sovrappeso lo saranno anche da adulti. Il che significa diabete (causato nell’80% dei casi da obesità ), tumori (30% dei casi), malattie cardiovascolari (25% dei casi) e un’aspettativa di vita inferiore mediamente di 10 anni. Un dato allarmante è anche la predisposizione al sovrappeso e all’obesità per fatti di familiarità (monoparentale o biparentale)”.

“Da ultimo " ha aggiunto Landi -, non deve essere sottovalutato l’impatto economico che sovrappeso e obesità hanno sulla società . In una città come Milano è possibile calcolare in oltre 600 milioni di euro l’impatto per ospedalizzazione e cure mediche. Prevenire quindi è meglio che curare anche per il welfare. La prevenzione aiuta a risparmiare risorse importanti”.

Sul banco degli imputati lo stile di vita: alimentazione orientata verso cibi troppo ricchi di grassi e zuccheri e riduzione del movimento e dell’attività fisica. Aumentano i sedentari ed è stata documentata una significativa riduzione del numero di ragazzi che praticano un’attività sportiva. E più di un bambino su 5 non svolge alcuna attività fisica nel tempo libero. “I nostri figli " ha spiegato l’assessore -, anzichè giocare all’aperto o fare sport passano la maggior parte del tempo libero davanti alla televisione: il 30% dei ragazzi tra i 6 e i 14 anni almeno 2-3 ore al giorno, il 22% 3-4 ore e il 20% oltre 4 ore. E’ dimostrato che un bambino di quest’età , che trascorra 5 ore davanti al video, ha un rischio 5 volte maggiore di diventare obeso”.

Importanti le attività svolte e in programma dell’Assessorato alla Salute, tutte incentrate a rispondere al bisogno di prevenzione e correzione dei disturbi del comportamento alimentare. “L’impatto sull’intera popolazione " ha detto in conclusione Landi - ci ha convinto della necessità di incrementare il nostro impegno, in sinergia con le istituzioni e le associazioni, per combattere il comportamento alimentare errato, soprattutto grazie alla cultura della prevenzione e la promozione dei corretti stili di vita per favorire il benessere psicofisico che migliora la qualità della vita”.